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Lezioni salvavita al “Valle Seriana” di Gazzaniga

La scuola ha un altro sapore quando s’impara a salvare una vita. Lo hanno sperimentato studentesse e studenti di quinta dell’Istituto “Valle Seriana” di Gazzaniga. Negli ultimi due sabati hanno partecipato, nella palestra della scuola, a un corso per imparare ad usare il defibrillatore.

«Abbiamo voluto rispondere alla legge 107 che ci chiede, come istituto, di formare i ragazzi al primo soccorso – spiega Tiziana Cutuli, insegnante di Scienze motorie al “Valle Seriana” -. Sono stati coinvolti gli studenti di quinta, in gran parte già maggiorenni, che hanno imparato la tecnica di rianimazione cardiopolmonare e ad utilizzare il defibrillatore. La scuola è dotata di un defibrillatore, ci è stato donato alcuni anni fa, e quindi ci è sembrato importante formare i ragazzi in modo che imparassero le manovre salvavita».

Duecento gli studenti che hanno frequentato il corso e ottenuto il patentino. «Abbiamo visto i ragazzi molto interessati – prosegue Tiziana Cutuli – siamo quindi contenti di avere dato questa opportunità, pagata interamente dalla scuola. Ci sono adesso duecento ragazzi che, all’occorrenza, sanno come comportarsi in caso di emergenza e salvare una vita, non solo a scuola».

Un messaggio ben recepito dagli stessi studenti. Come sottolinea uno di loro, Samuele: «Un corso come questo permette di preparati, perché un’emergenza può capitare in qualsiasi momento. In più sei portato a riflettere su chi per lavoro o come volontario ogni giorno si trova a salvare vite».

Ad insegnare le manovre salvavita ai ragazzi c’erano gli istruttori del 118. «Questo progetto, avviato da Areu (Azienda regionale emergenza urgenza, ndr), si propone di diffondere le manovre di rianimazione cardiopolmonare – sottolinea Emanule Pozzi, istruttore della Croce Rossa -. Si è visto che da quando anche personale laico ha imparato queste manovre gli esiti invalidanti per le persone colpite da malore vengono limitati». 

Fondamentale dunque la tempestività. E, se ci sono anche passione e attenzione nell’imparare, sarà più facile che gli interventi di soccorso vadano a buon fine. «Abbiamo riscontrato un’ottima partecipazione da parte dei ragazzi: fanno tante domande e anche pertinenti – aggiunge Ottavia Pesenti, istruttrice Anpas -. Troviamo sempre più spesso ragazzi interessati e questo è importante».

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