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OrobieStyle: «ospitare è un’arte»

“Uno stile per le Orobie, se vuoi puoi farlo” è il partecipato convegno tenutosi ieri sera a Clusone promosso da OrobieStyle, il gruppo di imprenditori interessati alla promozione del territorio dell’Alto Sebino e delle Vallate Bergamasche passando attraverso la codificazione di uno stile, OrobieStyle appunto.

Con l’incontro, moderato dal direttore della rivista Orobie Paolo Confalonieri e alla presenza della presidente di OrobieStyle Silvia Ferri e del componente del direttivo Dario Colossi sono intervenuti alcuni professionisti che hanno condiviso le loro esperienze: l’esperta in marketing territoriale Barbara Panteghini, l’esperto di sport outdoor Angelo Seneci, lo chef ed imprenditore di Livigno Luca Galli, l’agronomo camuno Guido Calvi e il direttore di Bergamo Sviluppo Cristiano Arrigoni.

«Sono felicissima, agitata, ma felicissima, perché siete in tanti e significa che stiamo andando nella direzione giusta – ha detto Silvia Ferri -. OrobieStyle è un sogno mio e dei miei amici di fare tornare di moda le nostre montagne, i nostri paesi, il nostro lago, portare gente e turisti. Questa sera possiamo sentire esperti ai quali ci siamo rivolti per cercare di capire cosa possiamo fare anche noi. La scorsa settimana siamo andati a Milano dall’assessore Regionale al Turismo Lara Magoni che ci ha detto “avete la Regina, la Presolana, partite da lì”. Il mio compito sarà anche quello di avere un occhio di riguardo verso scuole, servizi: perché tutti siamo coinvolti in questo cambiamento che riguarda tutti. Non dobbiamo più ragionare come “io”, ma come “noi”. Mi impegnerò affinché anche le giovani mamme possano avere la fortuna che ho avuto io di fare nascere le mie bambine tra le nostre montagne».

«Abbiamo detto – ha affermato Dario Colossi – il Trentino è per prima cosa un territorio, ben definito e poi è un brand, è un marchio e lo vedete nella promozione che viene fatta a livello nazionale e internazionale che il Trentino si vende come territorio e come brand. Livigno cos’è? Faccio esempi a caso: è un territorio ben circoscritto, è un brand e oltre al brand ha anche uno slogan che generalmente lancia un po’ l’idea di quello che uno troverà in quel territorio. Andiamo un po’ più lontano: le Langhe. Se uno chiede le Langhe cosa sono? Un territorio, un brand e poi facciamo un passo avanti: sono tartufo, vino e benessere. Quindi a questo brand c’è una proposta che è una proposta territoriale che noi riassumeremo in una parola che è identità di un territorio. Molto semplice: chi va a Las Vegas trova un servizio ma in genere non ci torna. Noi a Livigno, in Trentino, nelle Langhe ci vogliamo tornare perché la troviamo una nostra identità e una identità ben definita, quindi cosa manca al nostro territorio? Abbiamo un brand che è riconosciuto a livello internazionale, le Orobie, abbiamo un territorio e sicuramente abbiamo un’identità, ma è nascosta sotto una patina di polvere. Io vengo dall’Alto Sebino per cui non parlo delle valli strettamente bergamasche, ma parlo di un territorio che potrebbe anche essere  concettualmente lontano da questo tema, ma il mio interesse è quello di entrare in questo anello, un brand già affermato che ha bisogno di trovare un’identità».

Oggi i territori devono essere maggiormente competitivi a livello internazionale. «Questa è la grande sfida – ha spiegato Barbara Panteghini, esperto di marketing territoriale -. Spesso ci gloriamo delle bellezze che abbiamo, ma ormai non basta più: la competizione è a livello mondiale e bisogna sapere stare sul mercato. I nostri punti di forza sono la parte ambientale, la parte culturale e un elemento tecnico, la vicinanza degli aeroporti Orio al Serio, Linate, Malpensa e Verona. I mercati principali si trovano a poche ore di volo. La cosa più importante è l’unione, bisogna andare oltre il singolo comune, la singola realtà e unirsi. Bisogna sempre pensare che il turista non ha dei confini e più il territorio è ampio e più è interessante. Più l’offerta è variegata e più attira i turisti».

3 COMMENTI

  1. Giusto giusto, bisogna sognare. Sognare mantiene giovani, poi dopo il sogno arriva la realtà e la realtà é che di spa etc qua non ce ne sta… Servizi 0, in alta Valle Seriana!

  2. 40 anni di titolare esercente albergatore. Ho “solo” capito che se fai sempre le stesse cose e hai sempre gli stessi risultati. Poi , non ti devi lamentare. Ho partecipato al convegno e (cit.) avrei voluto vedere dei giovani sul palco con proposte , idee, sogni , non dei miei coetanei affermati che come un gioco vorrebbero lanciare un brand . Vi ricordate il Presolana ? Con Messeguè e le sale operatorie ? Quello era uno sviluppo , poi andato male ,ma, era un progetto da cui partire. Comunque le sole che possono cambiare sistema è solo chi ha soldi da investrire\spendere oppure le amministrazioni che guardano almeno a 20 anni avanti .

    • Verissimo: inutile lamentarsi (albergatori) se poi invece di reinvestire una parte dei guadagni in migliorie varie ed eventuali, si nasconde il gruzzoletto sotto il materasso.

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