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Valgoglio, addio a don Attilio Sarzilla

La comunità di Valgoglio piange la scomparsa di don Attilio Sarzilla. Si è spento la scorsa notte presso la casa di riposo di Scanzorosciate, dove si trovava dai primi di dicembre.

Aveva 91 anni e insieme al fratello gemello Giovanni, anche lui sacerdote, abitava da anni a Valgoglio. Nato il 28 ottobre 1928 a Bergamo, della parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna, era stato ordinato sacerdote insieme al fratello il 30 maggio 1953. Nel corso del suo cammino pastorale era stato dapprima coadiutore parrocchiale a Barzana, poi a Grignano e quindi a Gromo. Dal 1970 al 1985 era stato parroco di Valgoglio e amministratore parrocchiale di Novazza, dal 1986 al 2006 parroco di Monte Grone.

Dopo la pensione, con il fratello, aveva scelto di stabilirsi a Valgoglio. I due gemelli, noti come pittori, con opere esposte in diverse mostre, nel 2017 erano stati premiati con la Rosa Camuna, massimo riconoscimento assegnato dalla Regione Lombardia. Le loro opere sono esposte a Valgoglio, in uno spazio allestito nell’edificio che ospita le scuole.

Don Attilio (a sinistra) con il fratello don Giovanni

Il funerale di don Attilio Sarzilla sarà celebrato giovedì 2 gennaio alle 15 nella parrocchiale di Valgoglio. Presiederà il vescovo di Bergamo Francesco Beschi e sarà presente anche il vicario generale della Diocesi monsignor Davide Pelucchi. Per il giorno del funerale il sindaco di Valgoglio Angelo Bosatelli ha proclamato il lutto cittadino.

La camera ardente è stata allestita nella parrocchiale di Valgoglio. Domani sera (mercoledì 1° gennaio) alle 20 si terrà una veglia di preghiera.

«In quest’ultimo periodo abbiamo visto don Attilio sofferente e fino all’ultimo abbiamo sperato potesse riprendersi – dice il parroco di Valgoglio don Marco Caldara -. Don Attilio, come il fratello don Giovanni, è sempre stato una persona semplice, prete di montagna, legato alla gente. Quando sono arrivato a Valgoglio, tre anni fa, per me sono stati un sostegno importante».

1 COMMENTO

  1. Ciao Don Attilio, fa sofrire il fatto che tu non abbia potuto morire all’ombra dei tuoi amati monti.
    Dove sei ora nessuno però può toglierti il diritto di ammirarli per l’eternità.

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