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Carabinieri: in un anno quasi 36 mila reati nella Bergamasca

In occasione della Festa dell’Arma 2026, il Comando provinciale di Bergamo dei Carabinieri ha tracciato il resoconto dell’attività svolta negli ultimi 12 mesi, con oltre 35.820 reati, che rappresentano circa il 92% del totale in provincia. Per quanto concerne l’azione preventiva, sono stati svolti quotidianamente numerosi servizi sul territorio, nel corso dei quali sono stati complessivamente controllati su strada oltre 141.100 persone e più di 80.100 mezzi.

Dal punto di vista dell’attività repressiva sono state tratte in arresto oltre 780 persone e  deferite in stato di libertà più di 8.220 persone. Per la violenza di genere, intensa è stata l’attività di contrasto posta in essere dall’Arma. Opera con una “Rete nazionale di monitoraggio”, strutturata su ufficiali di Polizia Giudiziaria, appositamente addestrati all’Istituto di Tecniche Investigative di Velletri, con l’obiettivo di sostenere le vittime nel loro percorso di denuncia e supportare i Reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini, anche attraverso il raccordo con la Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche per un compiuto apprezzamento dei casi. 

La violenza di genere e le correlate procedure operative, sono materie di approfondimento in tutti i corsi di formazione di base e oggetto di periodici aggiornamenti. Al riguardo, l’Arma ha predisposto uno specifico Prontuario che riepiloga le migliori pratiche adottate nel settore dai Reparti Carabinieri, con l’obiettivo di perfezionare l’approccio alle persone offese, orientando adeguatamente le azioni a loro protezione. 

I Carabinieri del Comando Provinciale sono stati quotidianamente impegnati, con grande energia, sia nell’attività di prevenzione che in quella di repressione delle diverse fattispecie di reato in cui si declina la violenza nei confronti di persone legate all’autore da una relazione affettiva. In particolare, per quanto riguarda le vittime di sesso femminile, numerosi sono stati gli interventi di iniziativa poi sviluppati grazie al fondamentale coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, con la procedura d’urgenza di cui al “Codice rosso”. Inoltre da febbraio è stata attivata, al Comando Provinciale di Bergamo, una sala dedicata alla acquisizione delle denunce presentate dalle vittime di violenza di genere, realizzata grazie al sostegno dell’associazione Soroptimist International nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, finalizzato a favorire le iniziative volte a contrastare la violenza di genere anche attraverso la realizzazione di uno spazio maggiormente riservato e confortevole, appositamente predisposto ad accogliere le donne in un momento particolarmente difficile quale l’esposizione delle violenze fisiche e psicologiche subite, agli operatori di Polizia Giudiziaria.

Solo a titolo esemplificativo l’Arma ha proceduto per oltre 2.000 condotte delittuose accertate nella sfera del “Codice rosso”, tra i quali in particolare i maltrattamenti in famiglia, gli atti persecutori e le violenze sessuali. Ha tratto in arresto 63 soggetti, denunciato in stato di libertà 1.892 persone e sono state inoltre eseguite ulteriori 52 misure di allontanamento dalla casa familiare.

Particolare impegno è stato dedicato all’attività di informazione alla cittadinanza nell’abito della prevenzione dei furti e delle truffe agli anziani. Gli incontri, organizzati con la collaborazione di enti locali e parrocchie, al fine di orientare la cittadinanza su come difendersi, hanno riscosso il plauso della popolazione che vi ha partecipato.

Ne sono un esempio le truffe on line, sulle piattaforme digitali, allorquando il venditore invece di ricevere il pagamento viene indotto ad eseguire un accredito all’acquirente truffatore recandosi presso uno sportello automatico. Un’altra truffa molto subdola è costituita dalla telefonata del finto carabiniere o avvocato che riferisce di un congiunto, di solito un nipote, trattenuto in caserma o coinvolto in un grave incidente stradale, chiedendo di pagare una cauzione per il suo rilascio o una somma necessaria per cure urgenti.  Vi sono poi truffatori che si presentano a domicilio quali appartenenti alle Forze dell’Ordine che stanno conducendo indagini sulla falsificazione delle banconote e che chiedono di vedere il denaro contante custodito in casa per poi sottrarlo dopo aver distratto la vittima.

Altri invece, accedono alle abitazioni fingendosi operatori delle utenze domestiche, distraggono la vittima sottraendo denaro e preziosi. In ogni caso in cui possano sorgere dubbi sulla liceità di quanto sta accadendo, non bisogna esitare a rivolgersi alla Stazione Carabinieri più vicina, anche per un semplice consiglio che può aiutare ad evitare di cadere vittima di una truffa che potrebbe costare molto cara. 

L’impegno nel contrasto al fenomeno è attestato dai numerosi interventi che hanno portato all’arresto di 12 persone e al deferimento di 36 persone responsabili di questa tipologia di reati.

Nel contrasto alla criminalità minorile, ossia il complesso di reati di piccola delinquenza perpetrati soprattutto da giovanissimi, l’attività di repressione ha consentito di arrestare o denunciare in stato di libertà alla Procura dei Minori presso il Tribunale di Brescia 541 minori. La delittuosità rilevata non è riconducibile a forme strutturate di baby gang ma da riferire a episodi di microdelinquenza molto spesso frutto di disagio sociale amplificati dalla diffusione tramite social network delle condotte devianti. 

Il caso più eclatante in provincia è il tentato omicidio di una professoressa in un istituto scolastico di Trescore Balneario, avvenuto il 25 marzo 2026. All’attività repressiva l’Arma ha abbinato quella di formazione ed educazione alla legalità. L’Arma è molto presente nelle scuole nell’ambito di una campagna di educazione alla legalità che interessa le scuole primarie nonché quelle secondarie di primo e secondo grado. Nel complesso quest’anno sono stati tenuti oltre 176 incontri per un totale di circa 13.700 studenti coinvolti. 

L’attività antidroga condotta ha consentito di denunciare 89 soggetti in stato di arresto e 143 in stato di libertà; nonché di sequestrare circa 420 chili di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish, marijuana e metamfetamine.

CARABINIERI FORESTALI

Nell’ultimo anno (giugno 2025–maggio 2026) i reparti dei Carabinieri Forestale in provincia di Bergamo hanno svolto oltre 7.200 controlli, accertato 97 illeciti penali con segnalazione di 76 persone, e contestati complessivamente 429 illeciti amministrativi per un totale sanzionatorio di circa 340 mila euro. Il bilancio delle attività svolte conferma l’efficacia dell’azione di controllo e di vigilanza nel settore dell’ambientale rurale e forestale nel suo insieme.

L’azione prevalente nelle attività del comparto forestale dell’Arma dei Carabinieri è per l’appunto rappresentata dall’intensa opera di controllo e prevenzione del territorio a tutela dei valori ambientali e paesaggistici diffusi a 360 gradi sull’intero territorio orobico con particolare attenzione alla correttezza dei prelievi legnosi dalla risorsa forestale delle valli bergamasche. Elevato è stato anche l’impegno nel settore del contrasto alla gestione illecita dei rifiuti attraverso mirate campagne coordinate da NIPAAF (Nucleo Investigativo Ambientale Forestale) ambito filiera legno con particolare riguardo commercializzazione pallets ed imballaggi in genere e legalità scarichi in fiumi e torrenti. Nel settore della tutela della fauna selvatica, per la tutela della quale è stata esercita un’azione di vigilanza che ha indubbiamente influito quale deterrente al compimento di eventuali atti illeciti. Il Nucleo Carabinieri Cites di Bergamo si è distinto anche per l’intensa attività di certificazione amministrativa.  

La tutela della flora e del territorio sono esercitati attraverso una mirata attività di controllo alle norme urbanistico-edilizie, alle norme sul vincolo idrogeologico e alle variazioni di destinazione d’uso del suolo e nel campo delle utilizzazioni boschive. Nel settore degli incendi boschivi, le azioni di preventivo pattugliamento e repressione degli illeciti abbruciamenti messe in atto hanno evidenziato una diminuzione degli eventi incendiari.

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