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Il Covid, le visite nelle case, le lacrime: intervista al dottor Zelaschi

«Sono state settimane che mi hanno lasciato cicatrici profonde», dice il dottor Fabrizio Zelaschi, pediatra di famiglia in alta Val Seriana e Val di Scalve. Seduto nel suo studio di Rovetta, racconta come ha vissuto l’emergenza coronavirus vicino ai suoi piccoli pazienti e alle loro famiglie.

Comincia dai primi giorni: «Occorreva trovare mascherine, camici, guanti. Mi alzavo alle 4 del mattino per cercare in internet le varie occasioni. Poi alle 6,30 in studio». Zelaschi definisce il periodo vissuto come «uno tsunami di emozioni». «Ho incontrato molte persone eccezionali, disposte ad aiutarci. Ho conosciuto la solidarietà e il cuore della gente bergamasca», aggiunge.

Nonostante le indicazioni di Ats, il dottor Zelaschi ha deciso di visitare a domicilio. Non solo i bambini, spesso anche i loro genitori, i nonni. «Ho fatto quello per cui ho studiato una vita: il medico – commenta -. Sono andato a visitare chi mi chiamava». A un certo punto, il racconto cede il passo all’emozione: «Ho incontrato sguardi che non dimenticherò mai. Quando uscivo dalle case e arrivavo in macchina crollavo. Non nego di aver pianto».

Nel video potete vedere l’intervista andata in onda nel tg di Antenna2. Sono i primi minuti di un’intervista più lunga che proporremo venerdì 15 maggio alle 19 sul canale 88 e alle 22,10 sul canale 218 del digitale terrestre.

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