Home Notizie Effetto Covid: anche in Bergamasca impennata dell’e-commerce

Effetto Covid: anche in Bergamasca impennata dell’e-commerce

L’emergenza Covid ha dato una spinta rilevante al commercio online. Solo in Bergamasca, le imprese con e-commerce prima del lockdown erano il 15%, ora sono salite al 35% con una crescita a tre cifre, pari al + 134%. Una su tre ha quindi attivato forme di commercio elettronico. Tra le imprese che hanno sperimentato l’e-commerce durante la crisi, il 57% continuerà ad utilizzare le vendite online a emergenza finita.

I dati emergono da un’ indagine affidata da Ascom Confcommercio Bergamo a Format Research relativa all’impatto del Covid sull’organizzazione aziendale, con un focus su e-commerce e delivery (interviste dal 6 al 17 aprile con dati rilasciati il 12 maggio 2020).
Ascom Confcommercio Bergamo stima, guardando oltre l’emergenza, che saranno il 26,4% (una su quattro) le imprese che in forme diverse continueranno ad affidare parte dei ricavi all’e-commerce, anche se il commercio tradizionale e la vendita diretta nel punto vendita resteranno portanti, soprattutto per le attività a gestione familiare. La ricerca non specifica la modalità utilizzata nella vendita online, ma la più frequente tra le piccole insegne sembra avvenire attraverso la creazione del negozio virtuale su Ebay.

Consegna a domicilio e delivery, crescita a tre cifre

Le imprese che facevano consegne a domicilio erano il 7% e sono passate al 17% con una crescita a tre cifre, pari al + 143%. Tra le imprese che si sono affacciate per la prima volta alla consegna a domicilio, il 62% continueranno ad utilizzare questo canale anche ad emergenza terminata. Ascom stima quindi che post pandemia, il 13,2% – quindi quasi il doppio delle imprese- faranno consegne a domicilio.

Il delivery può avvenire per gestione diretta del commerciante con mezzi propri, oppure tramite corriere o servizi di spedizione gestiti singolarmente o collettivamente. L’analisi non prende in considerazione il fenomeno del food delivery inteso come servizi di consegna tramite piattaforma digitale.

Con una app Ascom e RuneLab rilanciano gli acquisti a km zero

L’emergenza sanitaria ha cambiato notevolmente i momenti di quotidianità di molti, come fare la spesa, andare al ristorante e fruire di servizi commerciali. In pieno lockdown, Ascom ha supportato i negozi con il portale Compravicino, che ha raccolto gli esercizi commerciali che effettuavano consegne gratuite a domicilio e i relativi recapiti telefonici, fornendo un importante aiuto per gli acquisti di tutti i giorni di beni alimentari e di prima necessità. Dall’esperienza positiva del sito (che ha raccolto oltre 1200 adesioni in città e provincia) nasce una nuova App, pronta a incentivare il commercio di prossimità.

Ascom Confcommercio Bergamo e RuneLab (azienda specializzata in processi di trasformazione e digitalizzazione) hanno messo in campo le loro competenze e raccolto le esigenze delle imprese del territorio per sviluppare l’applicazione #Compravicino. L’app, che sarà attiva a breve, è gratuita e non prevede il pagamento di commissioni sulle consegne per tutti gli operatori del commercio che si affacciano al modo del commercio online. Tramite #Compravicino è possibile creare la propria vetrina virtuale ed essere trovati dai clienti, che a loro volta potranno inserire e inviare al negoziante la propria lista della spesa.

«Un tassello importante per la nostra organizzazione che negli anni ha sempre promosso e incentivato la formazione sui temi della digitalizzazione e vendita online – dichiara Oscar Fusini, direttore di Ascom Confcommercio Bergamo -. Con Compravicino, offriamo ai commercianti un sistema facile e comodo per promuovere e vendere online i propri prodotti e servizi».

L’app è stata realizzata e messa a punto dall’azienda digitale bergamasca RuneLab, con quartiere generale a Seriate: «Abbiamo ritenuto necessario dare volontariamente il nostro contributo in questo periodo di enorme difficoltà, ponendoci l’obiettivo di aiutare i commercianti della provincia- commenta Paolo Massenzana, Ceo di RuneLab -. Abbiamo quindi sviluppato un’app multipiattaforma secondo i più recenti standard tecnologici, accelerando il processo di trasformazione digitale delle imprese coinvolte. Riteniamo che innovare porti con sé un cambio di mentalità quanto mai necessario oggi e per raggiungere questo obiettivo è importante avere il coraggio di fare il primo passo».

Ascom, attraverso il portale e l’App Compravicino, sostiene i progetti finalizzati alla consegna a domicilio dei negozi tradizionali. «Il delivery con consegna diretta del commerciante o collettivamente da più negozi indipendenti è sostenibile perché aiuta i negozi di vicinato e i centri storici – sottolinea il direttore Ascom -. È sano da un punto di vista sanitario perché rispetta i protocolli anticontagio, sicuro perché a consegnare è un volto noto, e inoltre è anche pratico, perché la consegna avviene fuori dalla porta in giornata e anche ecologico perché riduce gli spostamenti per un singolo acquisto».

Per iscriversi all’applicazione basta compilare il modulo sul sito www.compravicino.com

L’impatto Covid-19, come cambia l’organizzazione delle pmi

L’impatto della pandemia ha colpito diversi aspetti organizzativi aziendali. Il più colpito è la partecipazione a fiere ed esposizioni (per il 97% molto elevato). Pesante è anche la ricaduta sulla gestione dei fornitori (per il 58% molto elevato e per il 20% abbastanza elevato) e sulla gestione dei clienti ( per il 42% molto elevato e per il 37% abbastanza elevato). La gestione del personale è l’aspetto meno colpito (31% molto elevato e 26% abbastanza elevato) . L’impatto del Covid sulla catena del valore del terziario ha colpito diversi livelli. Le difficoltà maggiori incontrate dai commercianti sono state il rispetto dei pagamenti (per il 62%) e quello delle scadenze degli oneri previdenziali e fiscali (per il 58%). In crisi anche la capacità di consegnare la merce ai clienti (per il 54%), l’approvvigionamento di materiali e scorte (per il 48%), l’erogazione del servizio (per il 41%), la gestione dei processi interni (per il 32%).

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