Quasi duecento nomi, scanditi a uno a uno, nel silenzio. Albino ha ricordato ieri sera (martedì 29 settembre) i suoi morti, le persone che se ne sono andate nel periodo più difficile della pandemia, tra febbraio e maggio.
Per la cerimonia sono stati scelti un giorno speciale e un luogo simbolico: l’inizio della Novena della Madonna della Gamba, protettrice dell’intero Comune, e la piazza San Giuliano, di fronte alla parrocchiale di Albino. Le famiglie dei defunti, nelle scorse settimane, sono state invitate dal sindaco Fabio Terzi, tramite una lettera consegnata a mano da assessori e consiglieri comunali. Quasi tutti hanno risposto, si sono aggiunti anche amici e parenti. La piazza, ieri sera, era piena.
La cerimonia si è aperta con le parole del primo cittadino. «Non potrò mai dimenticare quel mese di marzo. Lo porterò con me sempre – ha detto Terzi -. Dal 23 febbraio al 31 maggio ben 197 nostri cari concittadini ci hanno lasciato. 150 nel solo mese di marzo. Non mi riferisco solo a quelli che sono morti per cause dovute al Covid. Ma anche quelli che ci hanno lasciato per altri motivi, perché hanno sofferto e se ne sono andati nelle stesse condizioni. È soprattutto come se ne sono andati che ci ha lasciato sgomenti: soli, senza i loro cari».
Il sindaco ha poi aggiunto che «era un dovere ricordare. Ma penso che questo momento collettivo di rielaborazione del lutto e del dolore servisse anche a noi. Tutta la comunità di Albino ha sofferto. Abbiamo perso molti dei nostri cari. Un pezzo della comunità se ne è andato. Chi più chi meno costituiva una maglia, un semplice filo, di questa complessa rete di legami e di relazioni di cui è intessuta una vera comunità. Anche gli anziani, la maggior parte di quelli che ci hanno lasciato, erano ancora una parte attiva della nostra comunità».
Sono stati poi letti tutti i 197 nomi dei defunti. Li hanno scanditi assessori e consiglieri comunali, di maggioranza e minoranza, a partire dal sindaco. Al termine è stato acceso un braciere, dove sono stati messi i fogli con tutti i nomi delle persone scomparse. «Per innalzare una luce di speranza. Come se fossero loro a illuminarci, a illuminare la strada e il futuro dell’intera comunità di Albino», ha aggiunto Terzi. Tra i morti anche due persone musulmane, a cui è stata dedicata una preghiera islamica.
La serata non ha visto la partecipazione di autorità al di fuori di quelle albinesi. «Volevamo vivere tra di noi questo momento», ha spiegato il sindaco. Un momento accompagnato dalla musica del complesso bandistico di Albino, dai canti di un coro che si è costituito per l’occasione, raggruppando componenti di diverse realtà presenti sul territorio.
La messa è stata celebrata da tutti i sacerdoti delle comunità del territorio albinese e presieduta dal parroco di Albino, don Giuseppe Locatelli, che ha aperto la celebrazione con queste parole: «Il sentimento con il quale ci riuniamo questa sera è quello della riconoscenza. Il Signore ci dà la grazia di essere ancora qui, anche se carichi di tante cose. Lo ringraziamo per il dono dei nostri cari, quelli che sono andati avanti nel silenzio, carichi anche loro di un esempio che ci hanno dato. La riconoscenza anche per coloro che si sono prodigati per i nostri cari, lì dove noi non potevamo».
Il servizio di Antenna2:





















