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Contro caporalato e sfruttamento, Yvan Sagnet in Bergamasca

Sagnet premiato da Mattarella al Quirinale (da Wikipedia - foto Mellon89)

«Occorre essere cittadini e consumatori consapevoli per promuovere un nuovo modello di economia». Parte da questa semplice constatazione l’iniziativa che la Cooperativa Nuova Solidarietà promuove nei prossimi giorni in Bergamasca. Tre incontri con Yvan Sagnet, fondatore di NoCap, associazione per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro.

La Cooperativa Nuova Solidarietà opera nel settore del commercio equo e solidale con due botteghe a Clusone e Casazza. «Il periodo dell’emergenza Covid è stato difficile anche per noi, ma abbiamo notato che tante persone continuavano a puntare sui prodotti del commercio equo e solidale – spiegano dalla cooperativa -. Abbiamo allora pensato fosse necessario tornare a organizzare anche incontri di formazione. L’idea è stata quella di invitare Yvan Segnet perché lo sfruttamento avviene anche in Italia».

Nato nel 1985 a Douala (Camerun), Sagnet è giunto in Italia per motivi di studio nell’agosto 2008. Nel 2013 ha conseguito la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino. Durante gli studi all’università, nel 2011 va a lavorare nel Salento come raccoglitore di pomodori. Un’esperienza che gli fa incontrare lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Organizza una protesta che sfocia in uno sciopero durato un mese e porta all’introduzione del reato di caporalato. 

Insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dal Presidente della repubblica Sergio Mattarella, è tra i fondatori dell’associazione internazionale NoCap. Realtà, quest’ultima, che favorisce la regolarizzazione dei lavoratori esposti al rischio di riduzione in schiavitù e promuove la collaborazione tra produttori e consumatori per raggiungere un prezzo equo e prodotti garantiti ad un marchio di qualità etica. «L’esperienza di Yvan Sagnet è un esempio di cittadinanza attiva e di promozione del cambiamento», sottolineano dalla Cooperativa Nuova Solidarietà.

Proprio di questa esperienza Sagnet parlerà in tre incontri in calendario nei prossimi giorni. Il primo, venerdì 23 ottobre, dalle 15 alle 17 all’Università di Bergamo. Un appuntamento con gli studenti dal titolo “Migranti e caporali: quali diritti?”, a cura di Anna Lorenzetti, professoressa associata di Diritto costituzionale.

Sempre venerdì, alle 20,30, Yvan Segnet racconterà la sua esperienza a Casazza, in sala consiliare. L’incontro sarà introdotto da Daniele Botti, presidente della Cooperativa Nuova Solidarietà. Si può partecipare in presenza o con collegamento a distanza via internet (per la presenza le prenotazioni vanno inviate entro il 20 ottobre a eventi@coopnuovasolidarietà.it; per i collegamenti a distanza a proteolombardia@gmail.com indicando cognome, nome e indirizzo mail).

Sabato 24, infine, sempre via web, tra le 9 e le 11 dalla sala consiliare di Casazza, Yvan Segnet dialogherà con gli studenti delle scuole superiori del territorio. Un incontro introdotto da Edoardo Del Bello, della Cooperativa Nuova Solidarietà, e coordinato da Antonio Bettoni, presidente di Proteo Lombardia.

2 COMMENTI

  1. Contro questi enormi problemi, servirebbero sindacati che vigilano e denunciano, (alcuni sindacati AUTONOMI lo fanno ma il loro potere si sa é purtroppo poca cosa al confronto della triade) e gli adeguati apparati dello stato delegati a far ciò, dovrebbero vigilare (e sanzionare!) ma VIGILARE SERIAMENTE. Finché non si farà ciò, saremo sempre qui con un probblema (che esiste anche qui nella nostra vallata…!) da risolvere ed ormai incancrenito.

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