FeaturedNotizie

“Volete toglierci pure queste?”: protesta a Leffe

Si respira malessere tra titolari e lavoratori delle attività che ieri sera hanno dovuto chiudere per la “zona rossa” in Lombardia. Rabbia e frustrazione sono i sentimenti dominanti. Dopo il lockdown d’inizio anno e la successiva ripresa, il nuovo stop rappresenta un ritorno alla casella di partenza.

A Leffe, davanti alla sede storica della Gelateria Leffese, ieri sera è andata in scena anche una protesta da parte dei titolari e dei dipendenti del locale. Hanno messo dei fogli per comporre la scritta “Volete toglierci pure queste?” e, sotto, appeso delle mutande. «Un gesto di protesta silenziosa, chiamiamolo simpatico, ma che va dritto al punto», spiega Paolo Coter, che dal 2016 gestisce bar e gelateria insieme a Veronica Mutti.

«In questo momento proviamo soprattutto una sensazione d’impotenza – aggiunge Coter -. Capisci che non puoi farci niente. Tutto ciò che hai creato e per cui hai fatto sacrifici si ferma. Spegnere la macchina del caffè, svuotare i frigo, chiudere tutto è come sentirsi svuotare l’anima. In questo locale c’è la nostra vita. Compresi noi titolari, siamo uno staff di 8 persone. Fino a ieri ho sempre cercato di far lavorare tutti i miei dipendenti, ma da oggi per loro non c’è altra soluzione che la cassa integrazione».

Ad aumentare il senso di frustrazione, il fatto che lo stop arrivi dopo mesi in cui si era riusciti a riprendere una relativa normalità.  «D’estate, nonostante il dolore che ha travolto la Val Seriana, la gente ha dimostrato di voler riprendere una certa routine. Abbiamo lavorato bene, anche nelle ultime settimane. Da parte nostra ci sono stati investimenti per la sicurezza. Mettersi a norma ha comportato delle spese che comunque sono servite, ma solo per pochi mesi, purtroppo».

Nonostante tutto, c’è la volontà di non fermarsi. «Ci sono consentite le consegne a domicilio – prosegue Paolo Coter -. Se decideremo di effettuarle è per portare un po’ di gioia nelle case, come abbiamo fatto durante il lockdown». Restando in attesa di decisioni che magari conducano alla riapertura: «Se si ragiona a livello regionale, dal mio punto di vista, l’emergenza non avrà mai fine. Speriamo si valuti la situazione per province in modo che ci sia la possibilità di lavorare».

È l’auspicio di molti. Vedremo se chi deve decidere riterrà opportuno accogliere queste richieste.

Condividi su:
Categorie: Featured, Notizie

Continua a leggere

Zona rossa, proteste in centro a Bergamo
Antenna 2 Tg 05 11 2020