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Furto al Cse di Ponte Selva, ma scatta la solidarietà

Alcuni dei lavori natalizi realizzati dagli ospiti

Di solito Natale porta belle sorprese. Invece è stato un episodio decisamente spiacevole (per tacer d’altro), quello accaduto poco prima delle feste al Centro socio educativo (Cse) di Ponte Selva. Tra il 18 e il 21 dicembre, quando la struttura era chiusa, qualcuno è entrato nei locali e ha rubato 500 euro.

Non sono stati portati via “solo” dei soldi, ma anche i frutti di settimane di lavoro, impegno, fatica. Il ricavato degli oggetti realizzati per Natale nei laboratori del centro che accoglie persone con disabilità. Per questa ragione ospiti ed educatori, nei giorni scorsi, hanno scritto una lettera indirizzata al ladro e pubblicata sulla pagina Facebook della Cooperativa Sottosopra, che gestisce il servizio.

«L’idea della lettera – spiega Sara Mazzoleni, presidente della Cooperativa Sottosopra – è nata vedendo la reazione degli ospiti quando hanno saputo del furto. Quei soldi rappresentavano infatti le offerte arrivate per i loro lavoretti di Natale. Fondi che sarebbero stati poi utilizzati in questo nuovo anno per varie attività. Proprio dal rischio di non poter più svolgere le attività programmate è nata la grande delusione dei ragazzi. Pertanto, ci è sembrato importante mandare un messaggio, pur nella consapevolezza che forse il ladro non lo vedrà mai».

Due ospiti del Cse al lavoro

La lettera è da leggere tutta (qui il link Facebook). Qui citiamo solo un passaggio che ci sembra molto significativo:  «Devi saperlo caro ladro, per il 2021 sono in programma diverse attività che noi vorremmo realizzare: interviste, storie inventate, visite a luoghi artistici, laboratorio teatrale, giochi di società…. I soldi che tu hai messo in tasca servivano a dar vita e forza a queste nuove attività. E tu che ne fai di questi soldi? Forse ti servono per aiutare la tua famiglia? Sei forse senza lavoro? Devi comperare delle medicine per qualche persona ammalata? Se lo fosse, caro ladro, perché non sei venuto a dircelo? Ti avremmo aiutato volentieri sai? Saremmo stati felici di poterti dare una mano perché la cosa che abbiamo imparato qui è che non possiamo essere felici da soli».

La lettera si conclude con un invito: «Trova il modo di restituirci i soldi che non sono tuoi». Ma, al momento chi ha commesso il furto non si è fatto vivo. In tanti, però, hanno letto il post su Facebook e qualcuno ha pensato di andare anche oltre. «Insieme a messaggi di vicinanza e dispiacere, abbiamo avuto anche offerte da parte di persone che sono passate al centro o hanno effettuato donazioni alla cooperativa – prosegue Sara Mazzoleni -. Di fronte a qualcuno che ha fatto un torto, una comunità si è attivata per riparare il torto. Questo credo sia il messaggio più bello».

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