Poco meno di 300 cittadini di Valgoglio domani (sabato 27 marzo) saranno vaccinati contro il Covid. La campagna riguarderà sia la popolazione dai 18 ai 79 anni sia gli ultraottantenni. In paese arriverà anche un camper che permetterà somministrazioni a domicilio.
Le vaccinazioni sono state decise in seguito al sensibile aumento dei contagi registrato tra gli abitanti a partire dalla metà di febbraio. Tutto era pronto già la scorsa settimana, ma la vicenda Astra Zeneca ha portato a un rinvio. Nei giorni scorsi le persone del paese che potevano essere vaccinate sono state contattate per raccogliere le adesioni. In 121 hanno detto no. Verranno quindi vaccinati circa 250 cittadini dai 18 ai 79 anni e 36 ultraottantenni. Bisogna poi considerare che 14 persone del paese hanno già ricevuto il vaccino perché appartenenti a categorie coinvolte da altre campagne (personale sanitario, insegnanti).
«Il risultato, devo confessarlo, è un po’ deludente – ammette il sindaco Angelo Bosatelli -. Si tratta di circa il 60% della popolazione. Mi aspettavo un’adesione più alta. Va comunque rispettata la volontà delle persone. Devo ringraziare l’Ats di Bergamo, l’Asst Bergamo Est, la Regione, l’Ambito del nostro territorio per la possibilità che ci hanno dato».

Le vaccinazioni per le persone dai 18 ai 79 anni verranno effettuate nella palestra del paese con il vaccino AstraZeneca. «Inizieremo alle 9, due persone ogni cinque minuti. Gli spazi sono già stati allestiti, anche per consentire il quarto d’ora di osservazione dopo la somministrazione», spiega ancora il sindaco.
Diverse le modalità di vaccinazione per gli anziani (che riceveranno il vaccino Moderna). «A Valgoglio ci sarà il primo esperimento di unità mobile da parte di Regione Lombardia e Ats di Bergamo per i territori disagiati come il nostro. In paese arriverà un camper con personale sanitario – aggiunge Bosatelli -. Saranno vaccinati gli ultraottantenni e anche le persone con determinate patologie. Abbiamo messo a disposizione l’ambulatorio medico sotto il municipio per espletare le varie procedure. Inoltre, il camper si sposterà a casa delle persone allettate che non possono raggiungere i punti vaccinali».
Per quanto riguarda l’unità mobile, il direttore sanitario dell’Ats di Bergamo Carlo Alberto Tersalvi spiega che «l’utilizzo in questa occasione servirà a dare utili indicazioni per impiegarla in quelle sedi che, per numero o situazioni geografiche, non riescono ad accedere ai centri vaccinali massivi».
«L’obiettivo, dal punto di vista organizzativo e logistico, è quello di sostenere l’attivazione di piccoli centri vaccinali dedicati ai cittadini più anziani e fragili residenti in luoghi distanti rispetto al centro vaccinale massimo di riferimento – entra nel dettaglio Alberto Zoli, direttore di Areu -. L’attività non viene fatta sui mezzi che costituiscono un supporto logistico per le attività legate alla vaccinazione (diluizione e frazionamento del vaccino, collegamento informativo con il sistema operativo regionale…)».


















