L’Inps di Bergamo ha presentato alle parti sociali un documento che racconta il 2020 dell’istituto previdenziale. In provincia di Bergamo si registra un aumento delle persone che hanno lasciato il lavoro per raggiunti limiti d’età.
«Il numero delle pensioni nel 2020 è cresciuto di oltre 3000 unità rispetto all’anno precedente, nonostante l’incremento di quasi il 50% di pensionati morti nell’anno del Covid – commenta Roberto Corona, della segreteria Fnp Cisl bergamasca -. Questo si può spiegare solo con il “successo“ degli anticipi pensionistici, da Quota 100 a Opzione Donna, che hanno ringiovanito la platea dei pensionati ma, per la contemporaneità della crisi che si è riversata su economia e occupazione, non è riuscita a svecchiare il mondo del lavoro».
Nel campo delle pensioni, il numero di assegni di vecchiaia e anzianità è passato da 221.812 a 224.981, con un valore medio aumentato di 26 euro. In totale, comprese anche le prestazioni assistenziali, Inps Bergamo gestisce 355 mila posizioni mensili, contro le 350 mila del 2019. Tra gennaio e dicembre, sono mancati 14.090 percettori di assegni, contro i 9075 dello scorso anno. Impressionante il dato di marzo e aprile, quando l’aumento è stato rispettivamente del 458 e del 126%.


















