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Passaggio da Ubi a Intesa, firmato l’accordo di integrazione

È stato firmato l’accordo per l’integrazione del personale tra Intesa Sanpaolo e le organizzazioni sindacali, all’indomani dell’incorporazione di Ubi Banca, avvenuta definitivamente il 12 aprile.

L’operazione di acquisizione operata dalla più grande azienda privata italiana con oltre 80.000 dipendenti e iniziata nel febbraio 2020 è continuata con la tappa più significativa che in provincia di Bergamo ha interessato oltre duemila lavoratori che da lunedì hanno cessato di lavorare sotto le insegne di Ubi Banca. Nella bergamasca sono ora 183 gli sportelli tra filiali e punti consulenza, con la “copertura” di 91 comuni su 243.

L’accordo sindacale individua modalità e contenuti di integrazione e armonizzazione normativa, al fine di determinare nel tempo la disciplina contrattuale aziendale da applicare a tutto il personale del nuovo gruppo.

«Sono stati mesi di trattativa intensa, in cui siamo stati impegnati a garantire che il passaggio da Ubi a Intesa San Paolo dei lavoratori avvenisse con il massimo livello di tutele occupazionali e contrattuali, in una logica di armonizzazione contrattuale rispettosa degli accordi in essere nel gruppo Ubi – commenta Giovanni Salvoldi, segretario generale di First Cisl Bergamo -. Non è facile accettare lo “spezzatino” di un Gruppo bancario fortemente radicato sul nostro territorio bergamasco, con la storia e le tradizioni di Ubi, ma sono certo che sia Intesa San Paolo che Bper Banca sapranno valorizzare la grande professionalità dei lavoratori e si impegneranno a mantenere vivo quel forte legame al territorio che costituisce il principale punto di forza per una banca, all’interno di un mercato sempre più aperto anche a competitor non tradizionali».

Insieme all’accordo di integrazione è stato sottoscritto il Premio variabile di risultato 2021, con erogazione 2022 , per un costo aziendale di 110 milioni di euro, in aumento del 20% rispetto allo scorso anno. Vengono unificati il premio base e il premio di ruolo, semplificando l’impianto e aumentando gli importi a partire dalle fasce più basse.

«Riteniamo che gli accordi sottoscritti costituiscano una cornice normativa uniforme di grande valore – sottolinea Giuseppe Cassella, coordinatore Ubi First Cisl -, oltre ad aspetti tipicamente contrattuali, salario e livelli occupazionali, che offrono garanzie a tutti i lavoratori, si presta particolare attenzione ai giovani, alla disabilità, alla conciliazione vita-lavoro, e si definiscono i percorsi di armonizzazione della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa che ci vedranno impegnati, sin da subito, per disciplinare le materie nel corso dell’anno».

«L’obiettivo che abbiamo perseguito era quello di definire da subito diritti e garanzie per tutte le lavoratrici e i lavoratori del gruppo che stanno vivendo una complicata, e a tratti incerta, fase di inserimento in una nuova realtà lavorativa nel contesto di per sé eccezionale della pandemia – commenta Pierangelo Casanova, segretario generale della Fisac Cgil di Bergamo -. Dopo l’accordo di cessione a BPER che ha interessato circa 800 lavoratori a Bergamo volevamo e siamo riusciti a concordare da subito con Intesa un percorso per l’armonizzazione di quelle che sono state le conquiste sindacali nei due Gruppi (UBI e Intesa) che hanno caratterizzato la vita lavorativa di decine di migliaia di colleghe e colleghi con particolare attenzione, in questa delicata fase, agli aspetti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro oltre che al  tema delle pressioni alla vendita», prosegue Casanova.

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