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Ricette mediche falsificate, farmacista arrestata a Vilminore di Scalve

Una farmacista di Vilminore di Scalve è stata arrestata questa mattina (giovedì 1° aprile) dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Brescia. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Bergamo. Le accuse sono di falso e truffa aggravata.

Secondo l’accusa, la farmacista da oltre un anno avrebbe sistematicamente falsificato ricette mediche riportando su di esse costosi farmaci destinati esclusivamente a trapiantati di fegato, con spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Un sistema con cui l’indagata sarebbe riuscita ad ottenere, in poco più di un anno, un indebito rimborso per una cifra stimata, al momento, in oltre 800 mila euro.

L’inchiesta è partita in seguito all’impennata di vendite, nella farmacia del piccolo centro della Val di Scalve, di un particolare tipo di farmaco (il nome commerciale è Zutectra, un’immunoglobulina umana usata negli adulti sottoposti a trapianto di fegato a causa di un’infezione da epatite B per scongiurare una recidiva) distribuito al prezzo di 1840 euro.

I carabinieri, con la collaborazione del Servizio farmaceutico territoriale dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo, hanno provato come in soli otto mesi la farmacia di Vilminore avesse venduto un numero di confezioni del farmaco ben tre volte superiore a quello di tutte le altre farmacie della provincia. Dall’analisi delle relative ricette sono poi emerse alterazioni di prescrizioni, in aggiunta a quelle originariamente presenti sul documento, fino a 5 confezioni del farmaco.

C’è stata anche un’ispezione alla farmacia effettuata dagli investigatori. Sono state trovate 272 confezioni di medicinali di genere ad alto costo (171 di Zutectra) per un valore complessivo di 217mila euro, risultate senza «bollini di tracciabilità» e sequestrate. Non erano più utilizzabili perché non conservate a «temperatura controllata» (una parte è stata ritrovata tra i rifiuti). I carabinieri hanno anche sequestrato numerose ricette contraffatte, relative al primo trimestre di quest’anno, di cui la dottoressa si sarebbe avvalsa per ottenere rimborsi di decine di migliaia di euro.

Il pericolo che la farmacista potesse reiterare i reati che le sono contestati e a inquinare le indagini ha portato il tribunale di Bergamo ad accogliere la richiesta della Procura e a disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari. Disposto anche il sequestro delle disponibilità finanziarie e di beni dell’indagata pari a quello del vantaggio economico che le sarebbe derivato.

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