Un altro infortunio mortale sul lavoro in Bergamasca, il quarto in poche settimane. Questa volta in un’azienda della Val Seriana, a Leffe.
Un uomo di 59 anni, Bruno Bardi, di Carbonera, in provincia di Treviso, è deceduto a causa di un incidente che si è verificato in una ditta dove si producono sacchetti e imballaggi di plastica, la Plastic Leffe, in via Pezzoli d’Albertoni, vicino al confine con Peia. L’episodio è accaduto poco dopo le 7,30.
L’uomo, autotrasportatore di una ditta esterna, la Codognotto di Salgareda (Treviso), era da poco arrivato nel piazzale della Plastic Leffe con un tir carico di imballi di plastica. Mentre si accingeva a scaricare il materiale, dopo aver aperto il portellone posteriore e sganciato le cinghie che trattenevano il carico, due grossi imballi di plastica del peso di circa 5 quintali ciascuno sono precipitati dal pianale e lo hanno schiacciato. L’uomo ha riportato un gravissimo trauma da schiacciamento alla testa e al torace.
Per i soccorsi sono intervenute l’automedica e un’ambulanza della Croce Verde di Colzate. Nonostante i tentativi di rianimazione effettuati dal personale sanitario, l’uomo è deceduto.
«Non essendoci testimoni diretti dell’evento la ricostruzione è difficoltosa, e si dovranno comprendere le cause specifiche e precise che hanno portato alla caduta del carico – commenta Sergio Piazzolla, responsabile dell’Area specialistica igiene e sicurezza del Lavoro dell’Ats di Bergamo -. In generale si può dire che le aziende devono prevedere delle procedure operative accurate che poi devono essere ben conosciute e seguite dagli operatori per il carico, scarico, stivaggio e ancoraggio sui camion della merce ingombrante e pesante. Il materiale deve essere ben fissato durante il trasporto su strada e poi essere movimentato in sicurezza da parte dei lavoratori che devono essere appositamente addestrati e formati per queste delicate e molto rischiose operazioni. Purtroppo questi gravissimi infortuni che comportano lo schiacciamento da carichi pesanti sono ancora frequenti ed attuali».
Bruno Bardi non era sposato, abitava con la madre in via Bianchini a Carbonera, un comune di 11 mila abitanti della provincia di Treviso. Lavorava alla Codognotto da parecchi anni dopo aver svolto l’attività di autotrasportatore in proprio. Oltre alla madre, lascia una sorella e un fratello.



















