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Giornate Fai d’autunno, due giorni sulle tracce del Moroni

Per la prima volta le Giornate Fai (Fondo per l’ambiente italiano) d’autunno saranno tutte dedicate a un unico protagonista: Giovan Battista Moroni, le sue opere, la sua vita, i suoi committenti. Tra musei, chiese e cattedrali, case e palazzi storici, luoghi del quotidiano, del lavoro e della preghiera, molti dei quali visitabili in via eccezionale.

Nell’ambito delle celebrazioni legate ai 500 anni della nascita del pittore albinese, il Comitato promotore, il Fai con la delegazione di Bergamo, l’Accademia Carrara, la Fondazione Museo di Palazzo Moroni e Comune e Parrocchia di Albino, presentano un’iniziativa suddivisa in due itinerari. Uno a Bergamo città e uno ad Albino, cittadina natale del pittore. Sarà possibile ammirare contemporaneamente una cinquantina di opere del maestro in un grande museo territoriale diffuso, ma percorribile anche a piedi, dove la ricerca di splendidi dipinti rinascimentali porterà a conoscere luoghi, monumenti, storie di rara bellezza.

L’inedita formula tematica di questa edizione delle Giornate d’Autunno non nasce soltanto da un anniversario, ma anche dalla volontà di portare in luce una peculiare caratteristica del “fenomeno Moroni” che, oggi assurto a fama globale, in realtà fu per sua precisa scelta un pittore “territoriale”, che ha vissuto, operato e voluto farsi interprete del suo territorio.

Un territorio che oggi è a tutti gli effetti il suo museo diffuso, fatto non solo di ritratti e opere sacre, ma anche delle case e dei palazzi dove hanno vissuto il pittore e i suoi effigiati, i luoghi che hanno frequentato, le tradizioni e i riti che hanno condiviso, la lingua che hanno parlato, il paesaggio e la natura che hanno quotidianamente attraversato.

«Un format del tutto nuovo per le Giornate Fai d’Autunno, che unisce un bene Fai come Palazzo Moroni, istituzioni artistiche come l’Accademia Carrara, il Comune di Albino, una costellazione di cattedrali e chiese centrali e periferiche – sottolinea Claudio Cecchinelli, capo delegazione del Fai di Bergamo -. Un intero territorio da percorrere tra arte e natura, un modo per invitare a scoprire la provincia di Bergamo nel nome di un pittore e dei luoghi che lo hanno visto crescere e che hanno consolidato la sua fama. Una comunità intera apre le porte di casa e consente, attraverso numerose tappe, di cogliere la ricchezza di un territorio apparentemente piccino, a testimonianza della sorprendente varietà che la terra bergamasca è sempre in grado di raccontare».

“Albino ha l’onore non solo di aver dato i natali al grande pittore Giovan Battista Moroni, ma anche di essere il luogo dove ha scelto di vivere e operare per gran parte della sua vita, facendosi interprete altissimo dell’identità del nostro territorio – aggiunge Patrizia Azzola, assessora alla Cultura del Comune di Albino -. Le nostre chiese custodiscono gelosamente le sue opere sacre, le nostre case ancora oggi raccontano dei suoi committenti, le nostre tradizioni secolari sono le stesse che il pittore ha vissuto. Moroni ci ha dato moltissimo ed è quindi con orgoglio e gratitudine che in occasione delle Giornate Fai d’Autunno “restituiamo” idealmente a Moroni la sua città, aprendo al pubblico le porte di tutti i luoghi che ancora oggi ci parlano di lui e della sua pittura».

L’itinerario a Bergamo

A Bergamo l’itinerario prende il via dalla sala moroniana dell’Accademia Carrara, fa tappa alla chiesa di Sant’Alessandro della Croce, risale verso la chiesa di Sant’Andrea e Palazzo Moroni, culminando alla Cattedrale di Sant’Alessandro.

L’itinerario ad Albino

Ad Albino sarà tutto aperto, compresi luoghi per la prima volta accessibili al pubblico. Si parte dalla splendida chiesa di San Bartolomeo, dove è allestita la mostra “Giovan Battista Moroni. Ritorno ad Albino”, si prosegue nelle case di celebri effigiati moroniani quali la casa del notaio Seradobati (oggi casa parrocchiale) e l’antica residenza di Bernardo Spini e della sua consorte Pace Rivola. Ammirato il ”Cristo portacroce” al Santuario della Madonna del Pianto, si entra nella residenza cinquecentesca della famiglia di mercanti di panni Cabrini de Epis, poi nella chiesa di Sant’Anna, nella dimora cinquecentesca del mercante Paolo Vidoni Cedrelli, e nella casa natale di Giovan Battista Moroni (oggi scuola dell’infanzia).

Sul colonnato del Municipio di Albino sarà illustrato il museo diffuso di Giovan Battista Moroni in Val Seriana e poi si parte alla scoperta dei tesori della chiesa parrocchiale di San Pietro di Desenzano, del Museo Etnografico della Torre di Comenduno, del maglio Calvi e della trecentesca chiesa di Santa Maria Elisabetta. L’anello si richiude nel centro di Albino, nella parrocchiale di San Giuliano con tre capolavori assoluti del Moroni sacro.

Sin qui gli itinerari percorribili a piedi, ma la caccia a Moroni continua in auto anche nelle frazioni di Albino: la parrocchiale di Bondo Petello, la chiesa della Santissima Trinità a Fiobbio, l’antica Casa dei Curati a Vall’Alta, l’antica Abbazia romanica di San Benedetto e, a Casale, la Casa dei biligócc e il museo della castagna con la possibilità di assistere alla tradizionale affumicatura delle castagne presso il punto Fai. Lungo il percorso non mancheranno Infopoint Fai e visite guidate a cura degli studenti dell’Istituto Romero di Albino.

Tutti i siti indicati saranno aperti sabato 16, dalle 14 alle 18, e domenica 17, dalle 9,30 alle 13 e dalle 14 alle 18 (le chiese non saranno accessibili durante le funzioni liturgiche).
Una miniguida tascabile, reperibile gratuitamente in tutti i luoghi coinvolti e scaricabile dal sito www.valseriana.eu conterrà tutte le informazioni utili per seguire i percorsi.

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