A Ca’ Rosei di Novazza di Valgoglio il tempo scorre intensamente. Laboratori, lezioni, studio, momenti di preghiera: per il gruppo di 16 persone giunte dall’Ucraina lo scorso 2 marzo (nel giorno delle sacre ceneri) le giornate sono davvero piene.
La casa vacanze si è trasformata nella seconda casa della dell’organizzazione non profit Emmaus di Charkiv, impegnata nel costruire uno spazio di amicizia e condizioni adatte alla crescita, all’integrazione, alla scoperta e realizzazione del potenziale personale di giovani con disabilità, orfani e bambini sfollati dalle zone del conflitto in Ucraina.
Un rifugio tra le tranquille montagne bergamasche dove sono numerose le persone, soprattutto donne, che si sono avvicinate per dare una mano. Alcune per preparare piatti succulenti, altre per fare da interprete: è il caso di diverse studentesse di atenei lombardi. Oppure ancora quella di una parrucchiera che un giorno ha chiuso il negozio e si è presentata per prendersi cura delle teste delle nuove componenti della famiglia di Ca’ Rosei.
Tante storie di solidarietà alle quali si mescolano gli sforzi di chi al sicuro cerca di fornire informazioni alle persone in fuga dalla guerra, che oltre ad avere lasciato alle spalle case e affetti, non sanno nemmeno dove andare.
Tra i “ponti digitali” tra Novazza e l’Ucraina spicca quello di cui è protagonista una giovane insegnante di Arte di 29 anni, Valeria Talashko, che la sera lascia il resto del gruppo ancora a tavola per connettersi in videochiamata, da una finestra dove il segnale Internet è più robusto, con i suoi alunni nascosti nei rifugi e nelle metropolitane.
Legge loro fiabe, controlla i disegni che hanno fatto durante il giorno: tiene vivo il rapporto e offre un’occasione di distrazione da quello che sta succedendo in una Charkiv sotto assedio.
“Insieme si resiste di più”: ci spiega Valeria.
Un servizio verrà trasmesso questa sera all’interno del telegiornale di Antenna 2 in onda alle ore 19.20 sul canale 84 del digitale terrestre.



















