Sono stati due giorni densi di emozione e musica quelli vissuti dal Coro C.À.MO.S. di Clusone nella Capitale. Una trasferta iniziata martedì 7 aprile, che ha visto il gruppo composto da una trentina di coristi protagonisti in alcuni dei luoghi più iconici della spiritualità mondiale. Il viaggio è entrato subito nel vivo con un concerto serale presso la Parrocchia di Santa Bernadette. Un luogo non casuale, poiché la parrocchia è affidata alla cura di sacerdoti bergamaschi.
Ad accogliere il coro è stato don Alex Carlessi, ex curato di Clusone e prossimo al rientro in terra orobica, che ha condiviso con i cantori un momento di profonda comunione comunitaria attraverso il canto. La mattinata di mercoledì è stata segnata da un appuntamento di altissimo rilievo nella Basilica di San Pietro. Il Coro C.À.MO.S. ha avuto l’onore di animare la Celebrazione Eucaristica presso l’altare di San Giovanni XXIII, un omaggio doveroso alle comuni radici bergamasche.
La messa è stata la prima presieduta da Monsignor Paolo Rudelli, originario di Gandino, nel suo nuovo e prestigioso incarico presso la Segreteria di Stato. Monsignor Rudelli ha celebrato circondato dalle voci della sua terra, prima di essere ricevuto in udienza privata dal Santo Padre. Il culmine del viaggio è stata la partecipazione all’Udienza Papale in Piazza San Pietro. Posizionati in prima fila, i membri del coro hanno vissuto l’emozione dell’incontro diretto con Papa Leone.
In questa occasione, è stato consegnato al Pontefice un dono speciale: un’opera d’arte realizzata da una giovane artista di Ardesio, figlia di uno dei componenti del coro. L’immagine, accompagnata da una dedica profonda sul legame tra musica e preghiera, è stata molto apprezzata dal Santo Padre, suggellando un momento che rimarrà indelebile nella storia del gruppo. “Sono stati due giorni incredibili, vissuti a ridosso dei grandi protagonisti della Chiesa, portando la nostra voce e il nostro cuore nel cuore di Roma,” hanno commentato i partecipanti al termine della trasferta.
Il Coro C.À.MO.S. rientra così in Valle con la consapevolezza di aver portato un pezzo di Bergamo fin sul sagrato di San Pietro, trasformando la musica in un ponte di fede e amicizia.


















