Buone notizie per la strada di Valpiana, chiusa da lunedì 25 aprile per uno smottamento, a cui ne è seguito un altro pochi giorni fa. Grazie al sostegno della Regione, l’amministrazione comunale di Gandino potrà far partire presto i lavori per una prima messa in sicurezza. Oltre alla rimozione dei massi scesi sulla carreggiata, fra la località Boda bassa e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, l’intervento porterà alla bonifica della parete rocciosa e alla posa di reti in aderenza.
«Sin dalle prime ore in cui è scattato l’allarme – sottolinea il sindaco Elio Castelli – ci siamo attivati con gli esperti e con i funzionari regionali per trovare una soluzione che limitasse al minimo i disagi per i cittadini, gli escursionisti, i titolari di attività agricole e zootecniche nonché i tanti titolari di seconde case. È stato decisivo l’aver predisposto da tempo un piano di intervento che per complessivi 900 mila euro interessa diversi punti legati alla strada, compreso quello critico in cui è avvenuto lo smottamento principale così come un secondo dei giorni successivi».
Secondo i geologi si tratta di una frana da crollo per scivolamento in roccia, avvenuta su una parete rocciosa interessata da numerose discontinuità (fratture e faglie) che facilitano tali eventi. I sopralluoghi tenuti dai tecnici del Comune con la consulenza dello Studio Geologico Gea di Ranica hanno da subito evidenziato una situazione complessa, che potrebbe determinare (considerando anche le piogge) il distacco di ulteriori rocce.
«Al momento l’ordinanza di chiusura con divieto di transito a mezzi, pedoni e biciclette, resta in vigore, ma grazie allo sblocco di 150 mila euro comunicato dalla Regione è già stata individuata una ditta specializzata che entro una quindicina di giorni dovrebbe poter allestire il cantiere e avviare i lavori. Da valutare in quel momento i tempi di intervento (si ipotizza una ventina di giorni) e se sarà possibile a lavori in corso garantire fasce orarie di transito limitato. Il Comune ha lavorato e continuerà a lavorare per limitare al minimo indispensabile i disagi a tutti», aggiunge il sindaco.
Di fatto i lavori costituiscono uno stralcio del progetto da 900 mila euro che resta comunque sul tavolo e che la Regione potrebbe sostenere con prossimi bandi.
La strada verso Valpiana è un nodo fondamentale per l’accesso all’area montana della Val Gandino, poiché sono decine le seconde case di montagna presenti a monte dello smottamento, per non parlare della Baita Monte Alto del Cai Valgandino e del Rifugio Malga Lunga (sede del Museo della Resistenza Bergamasca) che ospitano con la bella stagione migliaia di escursionisti ogni domenica.


















