Ad Albino, è arrivato il momento del gran finale del progetto MORONI 500, grazie alla partnership con Fondazione Credito Bergamasco e Accademia Carrara. Dopo 170 anni fanno ritorno a casa, freschi di restauro, due albinesi doc che la pittura di Moroni ha consegnato alla storia: i celebri coniugi Spini, insieme a un dipinto di Moretto, il maestro del pittore albinese.
Dopo un anno di appuntamenti ecco ora il gran finale a sorpresa, grazie alla collaborazione tra il Comitato Moroni 500, la Parrocchia di Albino, Fondazione Credito Bergamasco, main partner del progetto sin dalle sue prime battute, e Accademia Carrara, che con questi importanti prestiti intende sigillare la stretta collaborazione intessuta con l’avventura di Moroni 500, consentendo in più occasioni un “ritorno ad Albino” di significative opere del pittore custodite in museo.
Dal 12 novembre al 26 dicembre 2022, la suggestiva Chiesa di San Bartolomeo ad Albino sarà palcoscenico di una mostra speciale, a cura di Orietta Pinessi. Con questa iniziativa, tra le prime ad aprire il percorso verso Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023, si chiude il cerchio della storia: dopo 170 anni – dal 1852, anno in cui i due dipinti entrarono nelle collezioni di Accademia Carrara – finalmente torneranno a casa due albinesi doc, Bernardo e Pace Rivola, i celebri coniugi Spini immortalati da Moroni a figura intera (1573-1575), insieme alla splendida tavola del
Cristo portacroce con un devoto (1518) di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, il maestro bresciano del pittore albinese.
Le tre opere saranno presentate al pubblico a conclusione dei restauri donati da Fondazione Credito Bergamasco e realizzati da Delfina Fagnani, a coronare la lunga campagna conservativa della Fondazione, che negli ultimi anni ha interessato ben 18 opere di Moroni tra dipinti e polittici.
Si completa con questa mostra la narrazione della vicenda straordinaria di un pittore ormai universalmente celebrato come un protagonista della pittura del Rinascimento, ma che per gran parte della sua vita aveva scelto di vivere e operare nel paese natale, Albino, sfidando dalla periferia il protagonismo – per il quale anche per carattere era evidentemente poco tagliato – delle grandi capitali dell’arte della sua epoca.
La mostra sarà arricchita da un calendario di attività di animazione culturale e approfondimento, tra conferenze, visite guidate a tema, eventi realizzati dalle associazioni, e sarà visitabile grazie all’attenta e appassionata guida degli studenti dell’Istituto Romero di Albino che in questo percorso espositivo concluderanno la loro esperienza moroniana, iniziata più di un anno fa. Il progetto è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, Fondazione della Comunità Bergamasca, Comunità Montana Valle Seriana e al main sponsor Fassi Gru.


















