Non solo un’opera d’arte, ma anche un volto che da secoli ispira devozione e preghiera. La Madonna della Consolazione ha ritrovato il suo posto all’interno della chiesa parrocchiale di Bratto. Si è infatti concluso l’intervento di restauro a cui l’icona è stata sottoposta negli ultimi mesi.
Per il ritorno la parrocchia di Bratto ha organizzato alcuni momenti di preghiera e anche una presentazione dei lavori di restauro e dell’indagine svolta sull’icona. «Con la presentazione abbiamo voluto sottolineare soprattutto il dato storico e artistico, ma per chi vive la comunità c’è da evidenziare il profondo legame con questa immagine – osserva il parroco di Bratto, don Stefano Pellegrini -. Mi piace ricordare un particolare del Chronicon, nella seconda metà dell’Ottocento. Il cappellano di allora, don Albricci, decise di concerto con il parroco di Castione, da cui la vicinia dipendeva, di spostare l’icona dall’altare maggiore all’altare laterale. Racconta che nel momento in cui afferrò questa immagine, la struttura in legno dell’altare iniziò a tremare. Si fermò e cominciò a pregare, poi collocò l’immagine nella nuova sede. Subito dopo una forte grandine e un forte temporale. Quasi a dire che la Madonna vuole restare al centro del nostro sguardo».
Ora l’icona è ancora nell’altare laterale. «L’icona è cinquecentesca, di ambito veneto cretese – spiega Silvia Baldis, che ha curato il restauro con Cristian Barbarulo -. Rappresenta la Madonna con il Bambino benedicente che in mano porta il globo crociato». La restauratrice spiega che l’icona «aveva grossissimi problemi di sollevamento, dovuti al fatto che il legno si muove facilmente con gli sbalzi termo-igrometrici. L’intervento più importante ha portato a consolidare i sollevamenti della pellicola pittorica».
È stata effettuata anche una campagna di indagine per «stabilire le tecniche esecutive, i materiali costitutivi, la vicenda conservativa dell’opera e anche i passati interventi di restauro», aggiunge Silvia Baldis.
















