Nel 2022 le iscrizioni delle imprese giovanili in provincia di Bergamo sono state 1.531, giù del 6,2% rispetto all’anno precedente. Le 7.423 imprese giovanili bergamasche rappresentano ben il 9% delle imprese attive iscritte alla Camera di commercio, tuttavia la loro consistenza è calata del 2,5% rispetto all’anno prima. L’andamento decrescente è visibile ancor più nella dinamica dell’ultimo decennio, salvo l’eccezione del 2021 quando la pandemia, o meglio i provvedimenti pubblici di ristoro, hanno interferito determinando l’incremento delle iscrizioni e il congelamento delle cessazioni.
Si definiscono imprese giovanili quelle la cui struttura proprietaria e il controllo sono detenuti in prevalenza da persone tra i 18 e i 35 anni. Per le imprese individuali si fa riferimento all’età del titolare, per le società di persone il requisito si deve applicare alla maggioranza dei soci, nelle società di capitali la media delle età dei soci e degli amministratori deve essere inferiore a 35 anni.
Se per un verso lo stesso andamento decrescente lo si riscontra nel numero complessivo delle imprese attive, ragionando in termini di variazione tendenziale, sono però le imprese giovanili attive ad aver subito decrementi più accentuati.
A fronte di una popolazione totale che è andata lievemente crescendo fino a giungere a quota 1,1 milioni di residenti a inizio 2022, i giovani sono diminuiti fino al 2017 per poi continuare sostanzialmente stabili fino al 2022. La quota dei giovani è cresciuta nell’area urbana di quasi 2 punti percentuali, a discapito soprattutto della pianura (-1%) e poi della montagna e della collina. Non a caso è la pianura ad aver accusato il calo maggiore di imprese giovanili, mentre nell’area urbana è stato il più lieve. Comunque sia, alla fine del decennio il 31% delle imprese giovanili attive aveva sede in pianura, a seguire l’area urbana (30%), la collina (22%) e infine la montagna (17%).
La propensione all’imprenditorialità giovanile, misurata tramite il rapporto di imprese giovanili per ogni 100 giovani, è pari a 3,6 nella provincia bergamasca, contro il 3,8 della Lombardia e il 4,2 dell’Italia. È la montagna bergamasca a presentare il valore maggiore, seguita dall’area urbana, dalla collina e dalla pianura. Nel decennio la densità imprenditoriale giovanile è venuta calando.
Nel 2022 le iscrizioni delle imprese giovanili in provincia di Bergamo sono state 1.531, giù del 6,2% rispetto all’anno precedente. Hanno rappresentato il 30% delle iscrizioni complessive, ma questo contributo è venuto calando nell’arco del decennio. Il tasso di natalità ha un andamento decennale complessivamente discendente, ma lo stesso si può dire per il totale delle imprese. 702 sono state invece le cessazioni, in aumento del 27% rispetto all’anno precedente, riferite sia alla perdita della qualifica per il superamento dei limiti di età, sia a vera e propria cessazione dell’impresa. Il tasso di mortalità nell’ultimo anno è abbastanza allineato al valore regionale ma superiore a quello nazionale.
Rispetto al campo di attività, tra le 7.423 imprese giovanili attive a fine 2022, la maggior parte si concentra nei servizi con un’incidenza percentuale del 45%; a seguire la manifattura (26%), il commercio (22%) e l’agricoltura (7%). Nel decennio il tasso annuo di crescita composto registra un valore positivo nell’agricoltura, ma negativo soprattutto per la manifattura e poi per il commercio e i servizi.
Dal 2013 al 2022 il settore agricolo ha mantenuto una quota costante nell’area urbana ma ha registrato un importante incremento nella montagna. Per la manifattura è aumentata la quota di imprese giovanili attive nell’area urbana e in montagna a discapito di collina e pianura. Il commercio ha registrato una crescita notevole nell’area urbana a discapito della pianura e della montagna. I servizi, infine, hanno registrato un aumento nell’area urbana e in collina mentre sono diminuiti in montagna e pianura.
Rispetto alla natura giuridica, a fine 2022 tre imprese giovanili bergamasche su quattro sono imprese individuali, mentre una su cinque è una società di capitali. Queste ultime sono concentrate nell’area urbana mentre la montagna detiene la maggiore incidenza di imprese individuali. Il tasso annuo di crescita composto conferma, per le imprese giovanili come per il totale delle imprese, la crescita delle società di capitali. Risultano, invece, negativi i tassi delle società di persone e delle imprese individuali.
Commenta il presidente Carlo Mazzoleni: “Le imprese giovanili sono calate negli ultimi dieci anni, cosa che si è verificata anche per il totale delle imprese. La loro maggiore velocità di decrescita può essere letta in relazione all’evoluzione demografica. È nella montagna bergamasca che si riscontra il valore maggiore di propensione all’impresa giovanile, positivo segnale di intraprendenza laddove il territorio offre meno alternative.”

















