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Munizioni senza piombo: la scelta green della Polizia provinciale

L’abbandono dei munizionamenti di piombo per gli abbattimenti degli animali, in tutte le circostanze che lo consentono, è una strada che la Polizia provinciale ha intrapreso con decisione in via sperimentale per limitare il più possibile l’utilizzo del piombo.

“Nel febbraio 2023 è entrata in vigore l’unica prescrizione normativa sul tema, il Regolamento 2021\57 dell’Unione Europea che vieta l’utilizzo e la detenzione dei pallini di piombo per la caccia e il tiro sportivo a meno di 100 metri da tutte le aree umide del continente, riconoscendo ufficialmente i pericoli del piombo per biodiversità, qualità delle acque e salute – spiega il Comandante della Polizia provinciale Matteo Copia – . Abbiamo pensato di andare oltre il rispetto degli obblighi di legge ed estendere in tutti i contesti dove è possibile l’utilizzo di munizioni non tossiche”.

Gli agenti della Polizia provinciale utilizzano già da anni l’acciaio per gli abbattimenti dei cormorani nelle zone del territorio catalogate come “umide”, e hanno avviato una sperimentazione riguardante i mammiferi di medio-grossa taglia, in particolare nutrie e cinghiali, che consente di utilizzare in parte strumenti alternativi al piombo, anche grazie al fatto che gli esemplari vengono intrappolati in gabbie prima di venire abbattuti.

L’utilizzo del piombo resterebbe parzialmente confermato soltanto per quanto riguarda una parte degli abbattimenti dei piccioni ma, in via sperimentale, saranno abbattuti con munizionamenti completamente atossici in acciaio. “Stiamo affrontando un passaggio epocale, ma non vogliamo che sia un salto nel buio – spiega il Comandante -. L’auspicio è che in futuro vengano adottate anche da altre Pubbliche Amministrazioni e dal mondo venatorio le tecnologie già ampiamente disponibili sul mercato che ci consentano di abbandonare definitivamente il piombo; noi per ora vogliamo essere all’avanguardia e imprimere una direzione di sostenibilità ambientale e difesa della salute”.

La scelta della Polizia provinciale ha ottenuto il plauso del Museo di Scienze naturali di Bergamo, dove in questi mesi è allestita la mostra “Il Veleno dopo lo sparo”, sui gravi effetti dell’avvelenamento da piombo degli uccelli selvatici, non soltanto sugli animali stessi, ma anche in termini di contaminazione del suolo e dell’acqua, e di conseguenza anche delle coltivazioni e del cibo. Il direttore del Museo Marco Valle ha appreso con grande interesse l’impegno assunto dalla Polizia Provinciale “voglio sperare che il buon esempio dato dall’ente di controllo sia seguito al più presto dai cacciatori più sensibili all’ambiente, in questo senso già diverse adesioni ci sono state comunicate, speriamo si moltiplichino nei prossimi mesi”. Per rendere partecipe il personale di sorveglianza sull’importanza di evitare le munizioni con piombo il Comandante e gli Agenti sono stati invitati sabato 16 settembre ad una visita guidata speciale alla mostra.

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