Come allargare lo sport di base, cioè quello che si pratica grazie alla rete diffusa delle tante società sportive? Se lo è chiesto il Gruppo regionale del Pd che con Jacopo Scandella, consigliere e segretario d’Aula, in consiglio ha presentato una mozione in proposito. “Secondo noi bisogna cercare di allargare la base di chi pratica lo sport perché siamo convinti che possa essere un binario privilegiato di crescita. Per la Regione, invece, l’attività sportiva è una sorta di Cenerentola”, ha detto Scandella, spiegando la sua proposta, che tuttavia non è stata accolta dalla Giunta e dalla maggioranza.
“Avevamo individuato cinque proposte, alcune anche a costo zero: finanziare la creazione di Centri servizi che aiutino le società sportive ad alleggerire il carico burocratico derivante dagli adempimenti di legge; istituire, entro la fine del 2024, un ‘piano di zona dello sport’ per ognuno degli ambiti territoriali riconosciuti dalla legge, per individuare le priorità di investimento; realizzare un bando dedicato alle scuole dell’infanzia per ampliare la platea di bambini e bambine coinvolta da attività di movimento e psicomotricità; finanziare progetti all’interno delle scuole, in particolare secondarie di primo grado, con le società sportive, in modo da far sperimentare ai ragazzi e alle ragazze una pluralità di proposte sportive; rendere stabile il bando per le riqualificazioni delle infrastrutture sportive; aumentare di 5 milioni la Dote Sport, prevedendo la possibilità di ottenere un contributo per ogni figlio all’interno del nucleo familiare”, ha elencato Scandella.
“Invece la maggioranza ha derubricato le richieste a libro dei sogni, come se avessimo chiesto chissà quali risorse. Ma i piani di zona non richiedono impegni economici per la Regione -ha concluso Scandella-. Nemmeno le premialità sugli interventi infrastrutturali o il fatto di agevolare il rapporto tra ordini professionali e società sportive per le pratiche burocratiche. Così come rendere stabili i bandi sulle infrastrutture non prevede soldi in più, ma solo attenzione. Un’attenzione che a noi è stata richiesta, in un percorso di ascolto e raccolta dei problemi, dal territorio. Evidentemente, questo è un settore verso il quale la Giunta Fontana e la maggioranza di centrodestra non hanno un vero interesse”.
La risposta è arrivata dal sottosegretario allo sport Lara Magoni, che ha evidenziato il valore dello sport in Lombardia: “Venticinquemila mila società sportive presenti, due milioni di cittadini iscritti a società, 13 mila strutture pubbliche e 2.300 oratori ai quali è stato dato un grande contributo per i progetti di inclusione e aggregazione. Sono tantissimi, inoltre, progetti e gli interventi messi in campo da Regione Lombardia, partendo proprio dalle scuole primarie, aggiungendo ore di educazione fisica nelle prime classi. Accanto a ciò vi sono “i progetti talento” per gli atleti delle Federazioni come Fidal e collaborazioni con altre realtà sportive, per portare le varie discipline all’interno degli istituti scolastici”.


















