Muoversi in Val Seriana è difficile, così come è difficile trovare soluzioni ai tanti problemi legati alle strade e al trasporto pubblico. La Comunità montana è al lavoro da tempo sui diversi fronti. Ma è soprattutto a livello di viabilità che ci sono nodi da sciogliere, in primis per la situazione ormai insostenibile della Statale 671. Presto, su questo tema, verrà organizzato anche un incontro pubblico.
Prima di affrontare la questione strade, il presidente della Comunità montana Giampiero Calegari tiene a sottolineare anche gli interventi effettuati in altri ambiti legati alla mobilità. A cominciare dalle piste ciclabili. «Negli ultimi anni sono stati eseguiti lavori grazie a finanziamenti che avevamo a disposizione. Abbiamo sostituito diversi ponti ammalorati e purtroppo ormai impraticabili. Adesso siamo concentrati sullo studio di nuovi tratti. Ad esempio, un collegamento importante sarà quello con la zona del lago».
Ma se la pista ciclabile ha una valenza soprattutto a livello turistico e sportivo, l’estensione del tram oltre Albino diventa invece un’opera strategica per facilitare gli spostamenti in valle. «Abbiamo investito dei fondi Bim (Bacino imbrifero montano, ndr) per il progetto di prolungamento (ci sta lavorando la Teb, ndr). Sarà pronto nell’arco di due o tre mesi. A breve verrà organizzato un incontro con i sindaci dei comuni dove dovrebbe passare il tram per vedere se c’è la condivisione del percorso e poi seguirà un’assemblea per presentare il lavoro fatto. Il progetto è fondamentale per partecipare a bandi che potrebbero essere pubblicati a fine anno e ottenere così i finanziamenti per l’opera».
Anche per la Statale ci sono contributi da trovare. Anzitutto per uno dei nodi che più congestionano il traffico in Val Seriana: le curve della Selva. La Comunità montana si è già mossa per iniziare il percorso verso una variante, quindi una nuova strada che permetta di evitare i tornanti. «Abbiamo dato incarico a una società per realizzare un progetto di massima, una sorta di studio di pre-fattibilità che possa dare indicazioni sui chilometri e i costi – prosegue Calegari -. Il nostro ruolo è soprattutto di stimolo al fine di poter realizzare quest’opera sentita sul territorio dalle persone che ogni giorno vanno a lavorare, ma anche da chi in Alta Valle lavora nel campo del turismo».
Per un’opera di questo tipo servono risorse ingenti, che la Comunità montana non può avere. «Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto – sottolinea Calegari -. Ora la palla passa alla Regione, che deve dire se questa strada è strategica e se va inserita tra gli interventi prioritari. Logicamente, fatto questo passaggio, bisogna guardare a Roma, al Ministero e all’Anas, dove potrebbero mettere a disposizione i fondi per il progetto. Almeno, questo è quello che chiediamo noi».
Proprio a questi temi sarà dedicato l’incontro che la Comunità montana ha intenzione di organizzare. «Nei prossimi due o tre mesi ci sarà un’assemblea aperta a tutti, dove presenteremo questo studio di pre-fattibilità e dove daremo ai cittadini la possibilità di esprimersi e avanzare le loro proposte», spiega ancora Giampiero Calegari.
Le curve della Selva sono però solo uno degli aspetti da sistemate. «Siamo consapevoli che i problemi sono tanti. Abbiamo iniziato dalle curve della Selva, ma sicuramente la progettazione deve andare avanti anche nella parte bassa della Valle».

















