I risultati non sono certo l’aspetto centrale del progetto, ma vincere aiuta di certo. Così, è stata accolto con soddisfazione il successo degli Insuperabili di Rovetta nel campionato provinciale Csi Special. Uno dei tanti frutti raccolti da questa scuola calcio per ragazzi con disabilità, realizzata grazie al sostegno dell’Unione sportiva Rovetta. Un percorso avviato nel 2016 e che ora coinvolge più di 25 ragazzi della Val Seriana e di altre zone vicine.
Insuperabili è un progetto con base a Torino che ha una ventina di sedi (Academy) in tutta Italia. Rovetta è una di queste. Quest’anno, inoltre, in Bergamasca è nata un’altra scuola calcio. «L’aspetto più importante di questa stagione è stata la collaborazione tra i ragazzi e i mister – spiega l’allenatore degli Insuperabili, Matteo Chiodini -. Soprattutto, è stata fondamentale la nascita della nuova sede a Dalmine. Grazie al loro contributo, sia dal punto di vista numerico che dal punto di vista della qualità dei giocatori, abbiamo potuto alzare il livello della squadra, ma anche affrontare più sereni le partite, perché in certe situazioni eravamo contati tra infortuni e malattie. Ha inoltre aiutato il fatto che si facessero gli stessi allenamenti a Rovetta e a Dalmine e quindi, quando i ragazzi venivano ad aiutarci, si parlava la stessa lingua sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista comportamentale. E questo secondo me è stato l’aspetto che ha fatto la differenza e ci ha permesso di affrontare e vincere un campionato più difficile rispetto agli anni precedenti».
«Questa vittoria è stata un po’ la ciliegina sulla torta per il lavoro fatto negli anni – sottolinea Davide Finardi, referente degli Insuperabili di Rovetta -. La nostra vittoria principale, però, è vedere comunque 26 ragazzi con disabilità impegnati il lunedì e il giovedì negli allenamenti e aver dato a loro la possibilità di poter fare sport e con una certa professionalità».
Il valore dell’esperienza lo si può misurare dalle parole di Luca Ferrari, uno dei giocatori: «Oltre al calcio, sono importanti i rapporti d’amicizia, con gli altri componenti squadra e con i mister, ma anche con tutte le persone che ci supportano. È una cosa molto bella e significa tanto per noi».
















