I gatti randagi trovano casa a Clusone. O, almeno, potrebbero trovarla presto. È ormai sul binario giusto, infatti, il progetto per realizzare un’oasi felina. Nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato una delibera per concedere un’area in vista dell’intervento.
«Sul nostro territorio, come altrove, c’è la problematica del randagismo felino e, quindi, della presenza di gatti che spesso devono trovare sistemazione – spiega il sindaco Massimo Morstabilini -. Questa esigenza è stata sollevata dai cittadini, da alcune persone che si prendono cura dei gatti abbandonati e dalla sezione di Bergamo dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali, ndr), che ci ha anche ricordato come sia obbligo dei sindaci provvedere alla sistemazione di questi gatti».
L’Amministrazione comunale, attraverso il confronto con l’Enpa, ha iniziato a prendere in considerazione l’ipotesi che sul territorio di Clusone potesse nascere un’oasi felina. «Uno spazio – prosegue il sindaco – gestito da un’associazione che potesse offrire un ricovero per i gatti e risolvere il problema non solo per Clusone, ma per tutto il territorio. Il terreno che abbiamo identificato per questa struttura si trova in località Busgarina, dove c’era il centro di raccolta del verde (a margine della pista ciclabile, ndr). È un’area molto bella dal punto di vista naturale, ideale per creare una struttura simile e che non arrechi disturbo al tessuto urbano».
Il Comune ha quindi pubblicato un avviso pubblico per la “realizzazione e la gestione di un’area attrezzata per il ricovero di animali di affezione”. Un’oasi felina, appunto. «A questo bando ha partecipato l’Enpa Bergamo, che ha presentato un progetto molto bello. Con la delibera dei giorni scorsi abbiamo quindi approvato il progetto e la bozza di convenzione che verrà poi stipulata con l’associazione, proprio per realizzare questa struttura».
Per i lavori, dunque, non saranno spese risorse del Comune. «Il costo è notevole – aggiunge il sindaco -. L’Enpa di Bergamo è un’associazione di volontari, perciò adesso partirà una fase di reperimento delle risorse, e ci vorrà del tempo. La concessione del terreno ha una durata di 20 anni, proprio per permettere la costruzione di qualcosa che abbia consistenza nel tempo».