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Malga Lunga, presentato il nuovo volto del Museo-Rifugio simbolo della Resistenza

Il Museo – Rifugio Malga Lunga si rinnova, per continuare a essere un luogo di memoria per il proprio territorio e un punto di riferimento culturale per le future generazioni. È stato presentato questa mattina, nella sala Consiliare del Comune di Sovere, il progetto di riallestimento dello spazio museale realizzato nel 2012, dopo la donazione della Malga nel 1979 da Gianni Radici al Comune di Sovere (e da quest’ultimo concesso in comodato d’uso all’ANPI Provinciale nel 2005). Il restyling interesserà sia la sala espositiva interna, sia gli ambienti esterni, per restituire ai visitatori un racconto ancor più accessibile degli eventi che nel 1944 segnarono la storia di questi luoghi.

“Sarà un progetto all’insegna della sobrietà, della sostenibilità e del potenziamento della missione educativa e memoriale della Malga Lunga. Il riallestimento si è reso necessario per superare alcune criticità manifestate da tempo. L’intenzione è di rendere la fruizione del Luogo simbolo della Resistenza bergamasca più accessibile a un pubblico sempre più ampio, per tenere viva la memoria”, sottolinea Mauro Magistrati, Presidente dell’ANPI Provinciale di Bergamo. “È un onore per il Comune di Sovere, che da ormai vent’anni condivide i valori dell’ANPI, sostenere il Comitato Provinciale di Bergamo in occasione di questo progetto così ambizioso. La Malga Lunga rappresenta per i Soveresi e per l’intera comunità il luogo dove sono stati difesi con il sacrificio i semi della libertà e della democrazia, che oggi più che mai dobbiamo tutelare e proteggere. Il riallestimento del Museo della Resistenza vuole proprio creare un ponte con le nuove generazioni perché la memoria di ciò che è stato continui ad essere una guida verso il futuro”, dichiara la sindaca del Comune di Sovere, Federica Cadei.

“Il territorio su cui insiste la Malga Lunga è denso di storia e di storie legate alla lotta di Liberazione. Abbiamo voluto immaginare il Museo come un presidio interpretativo stabile, che contestualizzi il luogo e i suoi segni diffusi e ne fornisca una chiave di lettura autorevole, accessibile, autentica, viva”; sottolinea Paola E. Boccalatte, curatrice del progetto, museologa e storica dell’arte. “La scelte museografiche si fondano su due principi: il primo è il legame tra interno ed esterno, che un museo che parla di un territorio deve preservare e valorizzare; il secondo è la scelta di materiali, non casuali ma portatori loro stessi di un racconto, di tracce, come in una sorta di sinestesia”, aggiunge Massimo Venegoni, architetto e museografo.

Per quanto concerne l’area espositiva interna, 80 metri quadrati al piano primo, lo spazio sarà rivisto: lungo le pareti si snoderà il percorso, valorizzato da un foglio in legno che ospiterà oggetti, immagini e parole. Il lato verso valle lascerà lo sguardo libero di ammirare il paesaggio storico e presente. Accompagneranno questa visione solo alcune citazioni. La parete “lato monte” presenta, invece, aperture a feritoia: qui saranno stampate mappe, semplici infografiche e brevi testi introduttivi. Alcuni monitor proietteranno un filmato, il cuore del percorso, raccontando la storia della Resistenza bergamasca e le vicende della 53ª Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere”, a cui il Museo è intitolato. Gli oggetti storici saranno restaurati e collocati in vetrine, per migliorarne la visibilità e la conservazione. Un carosello a grandezza naturale delle figure dei partigiani, tratto da archivi fotografici pubblici e privati, sarà distribuito su alcuni teli sul fondo della sala. In alto, dal soffitto, altri pannelli di dimensioni minori scenderanno verso il basso.

All’esterno dell’edificio, all’ingresso del Museo, sarà posto un plastico dell’area, pensato principalmente, ma non esclusivamente, per persone non vedenti o ipovedenti. Lungo la parete del portico spiccherà la frase di Italo Calvino: “La Resistenza rappresentò la fusione tra paesaggio e persone”, mentre le otto colonne saranno connotate ognuna da un numero in sequenza, a ricordo del combattimento del 17 novembre 1944.
Il progetto utilizza materiali simbolici per evocare il contesto storico e naturale della Resistenza: l’acciaio Corten richiama le armi della guerra; il legno di larice consumato dal tempo evoca i materiali locali; il finto ghiaccio richiamano l’ambiente naturale; il legno effetto carbonizzato allude alla distruzione bellica; pietra e terracotta rimandano alla connessione con la terra. Al fine di sostenere la realizzazione del progetto, è stata lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma “Produzioni dal basso” con l’obiettivo di raggiungere 25.000 euro. (Link alla piattaforma https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-la-memoria-della-resistenza-alla-malga-lunga/)

Intanto, domani proseguiranno le commemorazioni: alle 8 a Fornovo di Endine Gaiano, verrà inaugurato il Sentiero “Mario Zeduri” (a cura di Sezione ANPI “Giuseppe Brighenti” di Endine Gaiano, CAI Bergamo e Comune di Endine Gaiano). La Celebrazione ufficiale del 80°anniversario del combattimento alla Malga Lunga avrà luogo a partire dalle 10, alla presenza del Presidente ANPI Nazionale, Gianfranco Pagliarulo, con l’inaugurazione del logo del Museo e del nuovo ingresso alla sala museale. La giornata proseguirà alle 13.30 con la presentazione del libro “Stasera mi fucileranno. Giorgio Paglia 1922-1944” (Il Filo di Arianna, 2024)” di Angelo Bendotti (a cura di Sezione ANPI “M.O. Giorgio Paglia” di Alzano e ISREC di Bergamo).

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