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Aggredì una donna a Bergamo che poi perse la vita: arrestato in Francia

Un’operazione congiunta che ha visto il coinvolgimento di forze di polizia italiane e francesi ha portato all’arresto di un cittadino tunisino ricercato da tempo a seguito del passaggio in giudicato di una condanna per lesioni gravissime. L’arresto è avvenuto in esecuzione al mandato europeo, emesso dalla Procura della Repubblica di Bergamo, dopo mesi di indagini che hanno permesso di tracciare i movimenti del condannato. L’uomo si era sottratto alla giustizia dal mese di marzo 2024, mentre si trovava agli arresti domiciliari in attesa dell’installazione del braccialetto elettronico.

L’operazione è stata condotta dal Servizio Interdipartimentale di Polizia Giudiziaria (SIPJ) della Polizia di Lione, in collaborazione con Il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bergamo. L’arresto è avvenuto nel comune di Villeurbanne, nell’hinterland di Lione. Le indagini, avviate a seguito di un lavoro di intelligence incrociato, hanno permesso di localizzare l’uomo in un rifugio sicuro in territorio francese, dove si nascondeva da tempo supportato da parenti. Il tunisino dovrà espiare la pena residua di 4 anni e 3 mesi di reclusione, poiché condannato in via definitiva per il reato di lesioni personali gravissime.

L’uomo era stato arrestato in flagranza di reato nel luglio 2022 per aver colpito violentemente una donna con un pugno, nei pressi delle pensiline di Bergamo. La donna, a causa del pugno, era caduta e aveva battuto la testa sul manto stradale, finendo in coma. Inizialmente sottoposto alla custodia cautelare in carcere, in seguito per lui erano scattati gli arresti domiciliari in un comune della Bergamasca, con applicazione del braccialetto elettronico. Prima dell’installazione del dispositivo, tuttavia, l’uomo, il 31 marzo 2024 si era allontanato dal proprio domicilio, facendo perdere definitivamente le proprie tracce.

Nel contempo, a seguito delle lesioni riportate due anni prima e delle complicanze scaturite da un quadro clinico compromesso, il 26 marzo 2024 all’Ospedale di San Giovanni Bianco la donna aveva perso la vita presso. In seguito alla morte, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo aveva aperto un nuovo procedimento nei confronti dell’arrestato per il reato di omicidio preterintenzionale aggravato.

Durante la stessa operazione, le forze di polizia spagnole, sempre in collaborazione con il Nucleo Investigativo di Bergamo, nel mese di ottobre 2024 hanno tratto in arresto, a Barcellona anche un altro ricercato, fratello del tunisino, già condannato per reati inerenti la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti. Quest’ultimo è stato già estradato in Italia ove dovrà scontare la pena residua di 9 mesi di reclusione.

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