Dopo una prima adozione a dicembre, il Consiglio Comunale di Sovere ha riesaminato la variante al Piano di governo del territorio, un passaggio necessario per una modifica formale prima di andare verso l’approvazione definitiva. L’aggiornamento dello strumento urbanistico si inserisce in una strategia di pianificazione del territorio che mira a conciliare la tutela del suolo con le esigenze della cittadinanza.
«Abbiamo considerato, da una parte, chi intende realizzare nuove abitazioni residenziali e, dall’altra, chi desidera eliminare l’edificabilità di alcuni terreni ormai impossibilitati alla costruzione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, Francesco Filippini – . In questo senso, abbiamo cercato di realizzare un Piano con un approccio conservativo, che rispetta il tema della tutela del suolo (con la riduzione di circa 70.000 metri quadrati di suolo edificabile),cercando di compensare le varie esigenze dei cittadini e privilegiando l’ambito residenziale rispetto a quello artigianale o industriale».
Negli ultimi anni, Sovere ha registrato una leggera crescita della popolazione, un dato in controtendenza rispetto ad altri comuni della zona. L’assessore evidenzia: «Negli ultimi due o tre anni, abbiamo registrato una stabilizzazione dei residenti con un leggero saldo positivo. Tuttavia, questo non incide sulle politiche residenziali, poiché il Piano di governo del territorio era stato elaborato ipotizzando una popolazione di circa 6.000 abitanti e attualmente a Sovere siamo intorno ai 5.300».
Uno dei problemi principali del settore edilizio resta l’aumento dei costi di costruzione, che incide sulla domanda di nuove abitazioni. Per rispondere a queste criticità, la variante ha introdotto alcun modifiche mirate: «Abbiamo ridotto gli indici di fabbricabilità nelle aree industriali, ormai sature, e incentivato lo sviluppo dei piani attuativi già esistenti, aumentando gli indici edificatori, favorendo lo sviluppo residenziale soprattutto in via Roma, la principale arteria del paese, già interessata da uno sviluppo significativo», aggiunge Filippini.
Un altro punto chiave della variante riguarda la riqualificazione dei centri storici, spesso soggetti a spopolamento. «Purtroppo, non solo a Sovere, c’è una tendenza all’abbandono di queste zone, soprattutto da parte dei giovani, che prediligono aree più comode e servite» spiega Filippini.
Per contrastare questo fenomeno, il nuovo Piano introduce la possibilità di demolire e ricostruire gli edifici nei centri storici, rispettandone le caratteristiche architettoniche, superando il precedente vincolo della sola ristrutturazione. L’assessore riporta un esempio di riqualificazione concreto e positivo, ossia il recupero dell’ex Filatoio, dove più di 50 abitazioni, tra monolocali e bilocali, sono state tutte vendute: «Questo dimostra che, con interventi mirati, è possibile riconvertire aree in spazi abitativi adatti sia ai residenti, che a coloro che scelgono Sovere per le vacanze. Sovere è un paese che si colloca tra montagna e lago, per questo è appetibile, anche perché i prezzi di acquisto degli immobili sono calmierati rispetto alle zone vicine».
Si apre ora un periodo di 30 giorni per la presentazione di eventuali osservazioni relative a specifiche aree del territorio comunale. Successivamente, si procederà con l’approvazione definitiva del Piano. Filippini spiega: «Siamo in attesa del parere della Provincia, che è un passaggio fondamentale. Contiamo di chiudere l’iter entro un paio di mesi e trasmettere tutto alla Regione Lombardia per l’approvazione finale».
















