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Castione resta senza banca e il tema entra nella campagna elettorale

Castione della Presolana resterà presto senza una banca. L’ultima filiale rimasta nel paese, quella di Intesa Sanpaolo in via Manzoni, chiuderà i battenti a giugno. La decisione dell’istituto di credito lascia il comune, che conta circa 3.300 abitanti, privo di un servizio essenziale, con inevitabili disagi per popolazione.

La chiusura rientra nel piano di razionalizzazione di Intesa Sanpaolo, che riguarda le filiali con un numero di operazioni inferiore alla metà della media nazionale. I clienti dovranno quindi spostarsi a Rovetta, dove la banca ha indicato la filiale di riferimento in via Tosi 13. Tuttavia, sembra che l’istituto sia disponibile a mantenere almeno uno sportello ATM sul territorio.

Non è la prima chiusura che colpisce il comune. Già nel 2021, dopo la fusione con Ubi Banca, Intesa aveva chiuso lo sportello di Bratto, lasciando aperta solo la sede di Castione. Ora, con la nuova chiusura, gli abitanti dovranno fare i conti con spostamenti più lunghi per accedere ai servizi bancari, una situazione che rischia di penalizzare in particolare le persone anziane e meno avvezze alla digitalizzazione. C’è poi da considerare che la popolazione decuplica nei periodi di alta affluenza turistica.

La chiusura della banca diventa subito un tema dell’ormai prossima campagna elettorale. Castione della Presolana, infatti, andrà al voto il 25 e 26 maggio dopo il commissariamento del Comune. L’unica lista finora uscita allo scoperto, la civica “Comunità e Futuro” ha messo subito il tema tra le priorità.

«Il nostro obiettivo – si legge in un comunicato – è garantire che tutti i cittadini di Castione della Presolana abbiano accesso ai servizi bancari essenziali, senza dover affrontare spostamenti difficili». In particolare, il gruppo assicura impegno «pragmatico e senza facili proclami» per 6 punti:  «Difendere il diritto di ogni cittadino ad avere accesso ai servizi bancari essenziali. Collaborare con le istituzioni, gli istituti bancari e le Poste per esplorare alternative concrete, come sportelli comunali o bancomat garantiti. Potenziare il servizio postale con la riqualificazione degli uffici postali, seguendo l’esempio di altri comuni dove questo intervento ha già portato benefici concreti. Promuovere iniziative di educazione digitale per aiutare chi è meno avvezzo alla tecnologia. Avviare un dialogo costruttivo con altri istituti bancari per trovare soluzioni concrete e durature. Impegnarci concretamente per contrastare la continua riduzione dei servizi nei piccoli centri».

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