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Il ritorno dell’orso in Val di Scalve. La Polizia Provinciale: “Nessun allarmismo”

La presenza di un orso è stata confermata in Val di Scalve, nella zona dei Campelli, a seguito di un episodio che ha coinvolto un apicoltore locale. L’animale, la cui identificazione è stata possibile grazie all’intervento della Polizia Provinciale di Bergamo, ha ribaltato un paio di arnie, lasciando tracce inequivocabili.

L’agente della Polizia Provinciale, Daniele Carrara, ha raccontato i dettagli dell’accaduto: “Abbiamo avuto questa segnalazione da un apicoltore che aveva portato alcune arnie nella zona della Conca dei Campelli in Valle di Scalve. La predazione di un’arnia è ovviamente riconducibile praticamente solamente all’orso bruno. Da lì ovviamente abbiamo posizionato le nostre fototrappole e accertato e documentato il passaggio di questo animale. Non è la prima volta. È una specie che abbiamo imparato a conoscere sulle Orobie bergamasche già da qualche anno, ormai da una quindicina d’anni. Si tratta di erratismi, quindi non c’è una popolazione stabile, sono animali che arrivano dalla Valcamonica, in origine ovviamente dalla popolazione trentina, che si spostano anche con grande rapidità. Quindi sono eventi, diciamo, non ordinari ma nemmeno così eccezionali”.

Di fronte alla crescente presenza di fauna selvatica, compresi grandi carnivori come orso e lupo, la Polizia Provinciale sottolinea l’importanza di un comportamento responsabile da parte delle persone, in particolare degli escursionisti. “Le persone si devono comportare esattamente con la stessa accortezza e correttezza nei confronti dell’ambiente naturale. Ci sentiamo di poter affermare che l’orso non costituisce un pericolo per le persone direttamente, ma l’atteggiamento delle persone nei confronti della montagna e di ambienti naturali tanto belli quanto anche delicati deve essere di rispetto e di condivisione di uno spazio che non è solo dell’uomo”.

Un richiamo è stato fatto anche al rispetto delle regole generali, come tenere i cani al guinzaglio, un principio di buon senso e di normativa, indipendentemente dalla presenza di orsi o lupi. “Il fatto di avere i cani al guinzaglio o comunque assolutamente sotto controllo è un comportamento normale imposto non solo dalle leggi ma anche dalle abitudini e dal buon senso che ogni cittadino deve avere in un ambiente come quello appunto di montagna, ma in generale in un ambiente naturale dove ci sono anche altre specie.”

La presenza di orsi e il ritorno del lupo comportano un lavoro aggiuntivo per la Polizia Provinciale. “Significa sicuramente un lavoro importante di monitoraggio, supportati dal coordinamento di Regione Lombardia, di ERSAF, anche con la collaborazione dei Carabinieri Forestali,” ha affermato Carrara. “È un lavoro che impegna il personale della Polizia Provinciale ma è un lavoro doveroso per tutelare tanto la fauna selvatica, la biodiversità, ma anche ovviamente la popolazione. L’obiettivo è conciliare la tutela della biodiversità con le esigenze delle comunità locali, promuovendo una coesistenza armonica tra uomo e fauna selvatica nel delicato ecosistema montano”.

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