Finalmente una delle figure più storiche per la comunità di Parre, Gesuina Imberti, ha un luogo a lei dedicato. La scelta non avrebbe potuto essere più significativa, poiché è ricaduta sulla scuola elementare. L’intitolazione si è svolta ieri mattina (sabato 31 maggio) alla presenza di autorità, insegnanti, alunni, parenti e amici della maestra Imberti, scomparsa nel 2014.
«Una figura storica del nostro paese, che ha dato molto a livello sociale, culturale, civile e religioso – ha spiegato il sindaco Francesco Ferrari –. Siamo contenti di aver raccolto e portato avanti l’idea di intitolare a lei la scuola primaria, già pensata dalla precedente amministrazione e finalmente conclusa con questa mattinata speciale».
Nata nel 1921, Gesuina Imberti fu la prima donna di Parre a laurearsi in Lingue e Letterature straniere, facendo della cultura e dello studio un mantra per tutta a sua vita. Innumerevoli i ruoli che ricoprì, tanto che le nipoti Mariella e Margherita ironizzano: «Nemmeno noi sapevamo esattamente tutti i ruoli che ha ricoperto la zia durante la sua vita. Era una donna molto discreta e alcune cose di cui si occupava le abbiamo scoperte soltanto negli ultimi anni, ripercorrendo la sua storia».
Fu impegnata nell’amministrazione comunale di Parre per 25 anni, buona parte dei quali come sindaca (prima parrese di sempre e tra le prime donne sindaco in Val Seriana). Molti dei suoi compaesani la ricordano anche per l’impegno a livello religioso come catechista e componente del consiglio pastorale diocesano, nonché per le sue collaborazioni con Acli, Azione Cattolica e Caritas e per la sua presenza nell’Associazione Culturale Il Testimone, nata proprio a Parre.
Per il suo impegno civico è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica, ma per tutti i parresi è (e resta) innanzitutto un’insegnante, ruolo con il quale la famiglia e l’amministrazione comunale hanno scelto di ricordarla sulla targa apposta all’ingresso della scuola primaria che oggi porta il suo nome.
Fu maestra di ogni ordine e grado: prima alla scuola elementare, poi alla scuola media di Ponte Nossa e negli ultimi anni di carriera fu anche dirigente. «Sulla targa a lei dedicata avremmo potuto scrivere qualunque delle tante cose che lei è stata, tutte importanti – ha aggiunto l’amica Ezia Pinna, promotrice dell’intitolazione – Nessuna qualifica però l’avrebbe descritta meglio di “insegnante”, perché fu a tutti gli effetti una maestra con la M maiuscola, che lasciò un segno in tutti i suoi alunni: insegnava la vita e cosa volesse dire voler bene alle persone. Di questa intitolazione lei sarebbe molto orgogliosa, per quanto teneva alla scuola».


















