Il lago d’Iseo, in particolare la zona di Tavernola, continua a essere un punto di riferimento per gli appassionati della pesca alle sarde, nonostante il 2025 sia un’annata da dimenticare. Presenza di pescatori inferiore rispetto agli anni passati ma soprattutto il grande assente è il pesce, probabilmente a causa delle temperature dell’acqua ancora non ottimali.
Le guardie volontarie di Fipsas Bergamo svolgono un ruolo cruciale di sorveglianza per garantire il rispetto delle normative sull’attività di pesca, monitorando tempi, luoghi e metodi. La pesca della sarda (o agone) sul Lago d’Iseo segue le regole generali per la pesca sportiva e dilettantistica in Lombardia, con alcune specifiche per il Sebino. È consentita la pesca con una sola canna e non più di tre ami, e ci sono limiti sul numero e la taglia dei pesci catturabili. La pesca notturna è vietata. Come da tradizione questo tipo di pesca è aperto dal 15 giugno, ma mai come quest’ anno i pescatori sono stati delusi.
Diverse le motivazioni: acqua alta e fredda e presenza del pesce siluro in primis, mentre gli agoni si sono presentati queste sere a riva solo dopo la chiusura della giornata di pesca, una vera beffa per i pescatori che da anni, se non da decenni, proseguono questo tipo di pesca diventata una vera tradizione e un appuntamento fisso d’inizio estate.
L’attività di sorveglianza di Fipsas Bergamo non si ferma alla stagione della pesca alle sarde, ma prosegue tutto l’anno sui diversi specchi d’acqua della provincia di Bergamo. Un esempio concreto è stata la recente semina di novellame nel lago di Endine, un’iniziativa di ripopolamento condotta dalla FIPSAS con la consulenza del responsabile Lorenzo Ziboni. Sono state seminate anguille e tinche in vari punti del lago, un lavoro che prosegue con costanza grazie all’impegno degli agenti e dei volontari.


















