La pioggia del primo mattino non ha scoraggiato i tanti partecipanti alla prova libera per cani da caccia organizzata dalla sezione Federcaccia di Premolo con il patrocinio del Comune e del Comprensorio Alpino di caccia Valle Seriana. Nel corso della giornata sono stati circa 60 gli esemplari giunti alla spicciolata nei pressi del campo sportivo di Premolo.
«Oggi abbiamo svolto prove libere su starne liberate – ha spiegato Francesco Bassanelli, presidente di Federcaccia Premolo – ogni conduttore con il proprio cane doveva cercare una starna rilasciata nel campo gara e, una volta conclusa correttamente la ferma e lasciata volare la starna, il cane veniva guinzagliato. Durante la prova un giudice di gara assegna i punti e valuta diversi aspetti nella conduzione e nell’andatura del cane, per poi stilare la classifica».
Tra le tre categorie che hanno svolto le prove, i più rappresentati sono stati i cani da ferma di razze inglesi, per lo più setter, pointer, breton e cocker spaniel. Meno rappresentati invece i cani da cerca e quelli da ferma di razze continentali. Di quest’ultima categoria, infatti, solo due esemplari hanno partecipato alla prova, nessuno dei quali ha però ottenuto un punteggio per poter essere premiato. I premi sono stati consegnati ai primi tre classificati per la categoria dei cani da cerca e ai primi dieci classificati tra i cani da ferma di razze inglesi.
Una giornata che nel complesso può dirsi positiva per il gruppo di cacciatori premolesi. «Cerchiamo di continuare a coltivare la nostra passione malgrado i cacciatori siano sempre meno numerosi – ha commentato Bassanelli –. La cosa positiva è che attraverso queste manifestazioni legate alla cinofilia alcuni giovani si stanno avvicinando alla nostra realtà e speriamo di coinvolgerli. Iniziative come questa sono anche utili per ripopolare di starne le nostre riserve di caccia, oggi ad esempio ne abbiamo rilasciate circa un centinaio. Anche questo è un tema: negli ultimi anni si devono fare i conti con specie nuove e invasive che proliferano a spese delle specie autoctone ed è necessario ottenere presto regolamentazioni chiare su come gestire queste situazioni».


















