C’è preoccupazione per il futuro del servizio notturno di emergenza urgenza nell’Alto Serio. Il nuovo bando della Regione, infatti, prevede per questa porzione di territorio bergamasco una convenzione per le sole 12 ore diurne e non per tutte le 24 ore, com’è stato fino ad ora. I timori sono legati soprattutto all’eventualità che le ambulanze possano arrivare da più lontano rispetto alla postazione attuale di Gromo, quindi con tempi più lunghi.
La sindaca di Gromo Sara Riva si è mossa per cercare di capire la situazione. In sala consiliare a Gromo si è svolto un incontro promosso dall’assessore regionale bergamasco Paolo Franco. Oltre al direttore generale dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) Massimo Lombardo, hanno partecipato anche il direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo Massimo Giupponi e la direttrice sanitaria dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Bergamo Est Bianca Ricciardella. C’erano, inoltre, alcuni amministratori dei Comuni dell’Alto Serio: la prima cittadina di Gromo, i sindaci di Ardesio Yvan Caccia e di Valbondione Walter Semperboni, il vicesindaco di Valgoglio Amedeo Pirola.
Al termine dell’incontro, abbiamo intervistato il direttore generale di Areu. Lombardo ci ha spiegato che è in corso una riorganizzazione del servizio regionale di emergenza urgenza. «Sostanzialmente c’è stata una revisione della rete delle ambulanze, che risaliva al 2011. Complessivamente aumenteranno le risorse che Regione Lombardia mette sui mezzi. Cambiano però alcune piccole realtà».
È il caso, appunto, dell’Alto Serio. «Siamo venuti qui a Gromo a discutere con i sindaci perché ci saranno dei cambiamenti – aggiunge Lombardo -. È stato un dialogo aperto, noi abbiamo presentato i nostri numeri che vedono un ridotto utilizzo di alcune risorse nel periodo notturno e confermato invece il nostro impegno diurno con una modalità di gestione differente. Non ci sarà alcuna modifica del servizio, ma potranno cambiare le modalità con cui ingaggiamo le associazioni di volontariato per il servizio nella Val Seriana».
La differenza la fanno i numeri. Nel 2024, nella zona dell’Alto Serio, di notte sono state svolte 240 missioni di emergenza urgenza. Anche questo dato avrebbe spinto a rivedere le modalità con cui viene erogato il servizio. «Vengono ridistribuite le ore in maniera diversa – aggiunge Lombardo -. La preoccupazione dei sindaci è assolutamente legittima. Noi abbiamo fatto dei calcoli per cui pensiamo che per il cittadino non cambierà nulla, anche perché abbiamo degli strumenti complessivi. Non c’è solo la convenzione, ci sono altri strumenti, ma torneremo per approfondire alcune tematiche che hanno posto i sindaci e verificare se il modello che noi abbiamo pensato effettivamente funzioni. Ci siamo anche ripromessi poi di effettuare un monitoraggio molto stretto in corso di prima applicazione per eventualmente introdurre dei correttivi».
Durante l’incontro è stato poi ribadito che, in prospettiva futura, l’elicottero avrà sempre più un ruolo chiave per l’emergenza-urgenza, soprattutto nelle zone di montagna e periferiche. «Trasportare velocemente verso gli ospedali maggiori che hanno delle dotazioni tecnologiche e di personale è la risposta giusta per le patologie più gravi – aggiunge il direttore di Areu -. Regione Lombardia ha cinque elicotteri, tre di questi sono abilitati al volo notturno e li stiamo usando sempre di più. In questa zona abbiamo il Papa Giovanni che è un ospedale di assoluto valore, ma in elicottero in pochi minuti puoi raggiungere il centro grandi ustionati di Milano o l’ospedale pediatrico di Brescia».
Servono però anche le infrastrutture che facilitino i soccorsi. «Ovviamente un potenziamento del servizio di elisoccorso richiede un potenziamento delle piazzole per l’atterraggio. Credo che lo sforzo, soprattutto nelle zone turistiche di montagna, dovrà essere quello di rendere l’atterraggio dell’elicottero più agevole e accessibile rispetto a quanto avviene oggi».
L’intervista al direttore generale di Areu:


















