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Alzano approva il Pgt. Per la maggioranza un documento che guarda al futuro

Continua a far discutere ad Alzano Lombardo l’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio. L’amministrazione comunale alzanese guidata da Camillo Bertocchi sostiene il nuovo documento approvato all’inizio del mese di agosto, costruito per una città moderna, attrattiva e sostenibile.

“Frutto di tre anni e mezzo di lavoro che hanno visto il coinvolgimento di cittadini, parti economiche e sociali, oltre che di un team di professionisti, il PGT 3.0 si basa su principi solidi come la rigenerazione urbana, il contenimento del consumo di suolo e la tutela del territorio -spiega l’amministrazione alzanese-. Tra i progetti più emblematici figurano la “città pubblica” e il “parco della salute”, insieme al nuovo ospedale, al polo sociosanitario e a una futura sede universitaria. Questi interventi saranno la spina dorsale di un grande parco pubblico di oltre 200.000 mq, attraversato da piste ciclopedonali. Il PGT 3.0 è tra i più virtuosi in materia di contenimento del suolo, con una riduzione dell’800% rispetto alla media della Valle Seriana, un taglio del 40% delle aree edificabili e la restituzione di oltre 70.000 mq all’agricoltura. Questo si unisce al recupero di quattro importanti aree industriali dismesse: ex Italcementi, ex Cartiera Pigna, ex Valticino ed ex Zerowatt”.

Il primo cittadino alzanese ha anche voluto chiarire la sua posizione riguardo alla questione “prato di Nese”: con una petizione che ha visto l’adesione di oltre mille cittadini Alzano Viva e Alzano Futura hanno chiesto il cambio di destinazione d’uso dell’area per salvare l’area verde nella frazione di Nese.

“Nonostante i chiari obiettivi di sostenibilità, il PGT è stato oggetto di una petizione promossa dalla minoranza “Alzano Futura” e “Alzano Viva” che, secondo l’amministrazione, ha rappresentato una versione non veritiera e illusoria dei fatti. La vicenda, che riguardava in particolare l’area AT1, è stata chiarita in pochi minuti di Consiglio Comunale, smontando completamente le accuse. L’area in questione era già edificabile da tempo e il nuovo PGT non solo non la rende tale, ma ne riduce il volume fisico del 50%, portandolo da 90.000 a 40.000 mc. L’obiettivo principale è recuperare l’area industriale dismessa Valticino, che ha già un volume esistente di circa 58.000 mc., riducendo la superficie edificabile dell’area libera di oltre 5.000 mq. La raccolta firme, che non ha tenuto conto di questi capisaldi, si è rivelata un boomerang per i promotori. L’amministrazione comunale si dice dispiaciuta per i cittadini trascinati in questa vicenda e si dichiara disponibile a fornire chiarimenti a tutti coloro che lo desiderano, ribadendo che i veri pilastri del PGT sono i servizi pubblici, la rigenerazione urbana e la tutela del territorio”.

 

 

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