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Violenza sulle donne: 67 interventi in 2 settimane dei Carabinieri di Bergamo

Nelle ultime due settimane, nell’ambito dell’attività di Polizia Giudiziaria, i militari di tutto il Comando Provinciale Carabinieri di Bergamo sono intervenuti in ben 67 casi di “violenza di genere”: 44 a seguito di richieste d’intervento al 112 NUE e 23 a seguito di denunce querele presentate presso le stazioni Carabinieri della provincia. In 65 casi su 67 si è proceduto penalmente nei confronti dei presunti responsabili.

In particolare nella Compagnia Carabinieri di Treviglio sono stati 23 i soli interventi nello specifico settore della violenza di genere, all’interno di abitazioni private dove erano state segnalate, tramite il Numero Unico di Emergenza, liti familiari ed episodi di violenza fisica e/o verbale, atti persecutori, nonché violazioni dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria; ben 11, invece, le ulteriori denunce querele che sono state formalizzate da vittime presso le Stazioni Carabinieri per analoghi reati da “codice rosso”.

Tra questi fatti avvenuti nelle ultime 2 settimane, ci sono stati anche alcuni interventi particolarmente significativi: per la gravità delle condotte e grazie agli immediati accertamenti svolti, attraverso il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, si è proceduto all’adozione di importanti misure restrittive della libertà personale degli indagati. La sera del 21 agosto i militari della Stazione Carabinieri di Romano di Lombardia hanno tratto in arresto un giovane italiano del ‘92, senza fissa dimora, già sottoposto alla misura dell’ allontanamento urgente dalla casa familiare abitata dalla ex compagna, e già tratto in arresto il 16 agosto scorso per violazione della medesima prescrizione, che si era nuovamente avvicinato all’abitazione della vittima, venendo prontamente rintracciato dai militari operanti: dopo l’arresto veniva richiesta dal PM la misura cautelare della custodia cautelare in carcere, che veniva applicata dal Giudice, con successivo giudizio direttissimo.

Il 24 agosto nei confronti di un cittadino polacco, classe ’85, residente a Seriate, già noto per pregressi maltrattamenti verso la compagna, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il provvedimento di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, a seguito di un ulteriore episodio di minacce e percosse. Nello stesso giorno, un secondo intervento si è concluso con l’arresto di un 49enne albanese, residente a Bergamo, anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine per analoghi episodi. Nel dettaglio, l’uomo aveva strappato il telefono cellulare dalle mani della moglie, per poi aggredirla fisicamente con calci e pugni. La donna, soccorsa dal 118, ha riportato 10 giorni di prognosi. A seguito dell’arresto l’uomo è stato condotto in carcere a Bergamo ed all’esito dell’interrogatorio di garanzia, il GIP ha confermato la misura cautelare in carcere.

Ancora la sera del 24 agosto, alle 22:30 circa, i militari della Stazione Carabinieri di Romano di Lombardia hanno tratto in arresto un giovane italiano del ‘73, domiciliato a Calcio, già sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare nei confronti della ex compagna, il quale si era avvicinato all’abitazione della vittima a Pumenengo, venendo prontamente rintracciato dai militari operanti. Dopo l’arresto, su disposizione del PM è stato giudicato con rito direttissimo, al termine del quale è stata disposta a suo carico la misura del divieto di dimora nel comune di Pumenengo.

Nel tardo pomeriggio del 30 agosto, i militari della compagnia Carabinieri di Treviglio sono intervenuti a Cologno al Serio all’interno dell’abitazione di una quarantacinquenne italiana che ha denunciato di essere stata minacciata dall’ex compagno prima telefonicamente, durante l’intera mattinata, e poi di persona: questi, infatti, presentatosi poche ore dopo sotto la sua abitazione, in stato di alterazione alcolica, ha iniziato a spingerla ed a minacciarla di morte; il giovane si è dileguato, ma è stato immediatamente rintracciato dai militari della Stazione di Urgnano che hanno provveduto a bloccarlo ed a perquisirlo, rinvenendo un coltello con una lama di 7 cm circa. Una volta arrestato, su disposizione del PM l’uomo è stato associato presso la Casa di Circondariale di Bergamo. Il GIP ha convalidato l’arresto ed ha disposto il divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Nella mattinata del 31 agosto, i Carabinieri sono intervenuti a Treviglio, all’interno dell’abitazione di una famiglia di origine marocchina dove un giovane, in uno scatto d’ira, ha aggredito fisicamente la sorella venticinquenne, ferendola al volto con un coltello da cucina mentre lei dormiva. Lo stesso ha proseguito la propria azione violenta infrangendo il lunotto posteriore dell’autovettura di famiglia, seminando il panico tra i componenti del nucleo familiare che già lo scorso maggio lo avevano denunciato per maltrattamenti in famiglia; il giovane, poco prima dell’arrivo degli operanti, è rimasto nei pressi della propria abitazione, dopo che si era disfatto del coltello, gettandolo nella vicina area boschiva, ma i militari della Stazione Carabinieri di Caravaggio, prontamente intervenuti, lo hanno localizzato, bloccato e arrestato il ventenne. Anche in questo caso il PM ha disposto che l’uomo venisse associato presso la Casa di Circondariale di Bergamo. Il GIP ha convalidato l’arresto ed ha disposto la custodia cautelare in carcere.

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