Un fine settimana in alta Val Seriana per l’alpinismo giovanile del Cai di Bergamo. Sabato 11 e domenica 12 ottobre alla Casa dell’Orfano di Clusone sono stati ospitati oltre 120 ragazzi tra gli 8 e i 17 anni provenienti da tutta la provincia per due giorni di giochi all’aria aperta e scoperta della montagna.
«Si tratta di un appuntamento che ormai svolgiamo ogni anno, organizzato dal coordinamento bergamasco di alpinismo giovanile, che raccoglie tutti i gruppi della provincia – ha spiegato Davide Ferrari, segretario del Cai di Castione della Presolana –. L’idea è creare aggregazione tra i ragazzi che si stanno formando come giovani alpinisti, facendo conoscere loro altri gruppi del territorio attraverso attività che vanno oltre la classica camminata in montagna».
A partire dal pomeriggio di sabato (11 ottobre) ai partecipanti sono state infatti proposte diverse attività tra gioco, musica e divertimento, concluse con la cena e la notte trascorsa insieme. Domenica mattina (12 ottobre) i ragazzi sono stati suddivisi in diversi gruppi e hanno svolto, a turno, attività alla scoperta di diverse realtà del territorio.
«Anche quest’anno abbiamo avuto la collaborazione con i Vigili del Fuoco, che hanno mostrato ai ragazzi le proprie attrezzature e fatto provare loro l’esperienza di spegnere con gli idranti un piccolo incendio – ha proseguito Ferrari –. Abbiamo poi avuto alcuni volontari del Soccorso Alpino e Speleologico che hanno spiegato come avvengono le diverse modalità di soccorso in montagna e infine i ragazzi sono stati in visita al Parco Sospeso nella pineta di Clusone. Tra le altre attività che abbiamo proposto, è piaciuto molto il gioco dei numeri con caccia della bandierina a squadre e la parete di arrampicata».
Un’occasione per i giovani alpinisti di crescere e fare nuove amicizie, ma anche un utile momento di confronto per i volontari che hanno accompagnato i ragazzi in questo percorso e nelle attività annuali di ciascun gruppo.
«Il bello di iniziative come questa è che sono importanti occasioni di ritrovo anche per noi più grandi – ha sottolineato Ferrari – uno degli obiettivi delle guide alpine è far amare la montagna ai più giovani e questo viene più facile con il giusto entusiasmo e buoni rapporti tra i più grandi».

















