Cordoglio a Gazzaniga per la morte di don Giuseppe Radaelli, conosciuto come Pinuccio, morto nel pomeriggio di mercoledì 29 aprile per l’aggravarsi della malattia che lo aveva colpito da qualche tempo. Aveva 70 anni. Infermiere prima di diventare sacerdote, era rientrato nel suo paese natale nell’estate del 2020, dopo che per 34 anni era stato cappellano in due ospedali a Roma. La camera ardente è allestita nell’abitazione di via Manzoni 5 a Gazzaniga. Il funerale sarà sabato 2 maggio alle 10 nella chiesa parrocchiale.
Don Pinuccio da giovane era il punto di riferimento dell’oratorio, al fianco dei diversi sacerdoti che si sono succeduti alla guida della comunità. Come don Armando Carminati, che fu vicario parrocchiale a Gazzaniga dal 1983 al 1988, che per volontà del defunto celebrerà il funerale. Nato il 22 agosto 1955 a Lissone (Monza Brianza), Giuseppe Radaelli era cresciuto in Valle Seriana e aveva lavorato come infermiere all’ospedale Briolini di Gazzaniga. Insieme ai ragazzi dell’oratorio fondò Radio Sirio, una delle emittenti libere della fine degli Anni Settanta, con a fianco lo scomparso Marco Masserini e l’amico che lo ha seguito anche nel periodo della malattia Giancarlo Maffeis, con la cugina Cristina Biava.
La vocazione al sacerdozio è stata tardiva, quindi è seguita la formazione in seminario a Genova e, il 28 febbraio 1987, l’ordinazione e l’inizio del ministero nella Diocesi di Roma, prima come cappellano all’ospedale Sant’Eugenio all’Eur e poi, per 22 anni, al Forlanini. “Un’esperienza che mi ha arricchito spiritualmente, moralmente e anche socialmente” aveva dichiarato ad Antenna 2 Tv nel luglio 2020, quando dopo il lockdown legato al Covid-19 riuscì a completare il trasloco a Gazzaniga grazie agli amici ma anche al Gruppo Ana degli alpini e ai Vigili del fuoco.
Don Pinuccio aveva detto sì anche quando gli amici, in primis Giancarlo Maffeis, esponente di Fratelli d’Italia, gli chiesero di entrare come terzo aspirante consigliere comunale nella lista per le elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020 del candidato sindaco Filiberto Rosa. Un impegno più che altro simbolico, in quanto non compatibile con il suo essere sacerdote al servizio degli altri.

















