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Il presepe vivente di Fiumenero si prende una pausa

Un momento del presepe vivente di Fiumenero (Foto di Elisa Capelli Bosatelli)

Le feste di Natale in alta Val Seriana perderanno una delle manifestazioni più attese. Quest’anno il presepe vivente di Fiumenero non ci sarà. Le antiche case e i cortili della frazione di Valbondione resteranno chiusi, ma con la prospettiva di tornare a ospitare la rappresentazione della Natività tra gli antichi mestieri nel 2026.

«Ci prendiamo un anno di pausa – dicono gli organizzatori -, puntiamo a riproporre il presepe vivente il prossimo anno»». Sarebbe la diciassettesima edizione per una manifestazione diventata ormai un appuntamento tradizionale in alta valle. Un viaggio indietro nel tempo in un borgo che mantiene intatti molti tratti del passato. Ad arricchire l’ambientazione, inoltre, un’attenta e paziente ricostruzione dei luoghi e delle atmosfere che ha sempre garantito una vera e propria immersione nel mondo d’inizio Novecento. Un lavoro possibile grazie al contributo instancabile di un gruppo di volontari per circa due mesi impegnati a preparare l’evento nei dettagli. 

Una trentina, di solito, le postazioni che vengono allestite lungo il percorso: la filanda, la cereria, il poiat, la casera, la scuola, la bottega, l’osteria, il falegname, il fabbro, ma anche le guide alpine e “i asner” (i conduttori di asini). Oltre, naturalmente, alla Natività. Più di 150 le persone coinvolte come comparse o intente a offrire una dimostrazione dei vecchi mestieri. Tra di loro tanti bambini e i ragazzi chiamati così a riscoprire il mondo dei loro bisnonni.

Una manifestazione capace ogni anno di richiamare migliaia di visitatori nei suoi tre appuntamenti. Quest’anno non si svolgerà, ma sembra solo un arrivederci.

 

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