In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comando provinciale carabinieri di Bergamo ha tracciato un bilancio delle principali attività svolte nelle ultime settimane nell’ambito dei procedimenti penali afferenti al cosiddetto “codice rosso”, a tutela delle vittime di violenza di genere. I risultati conseguiti nell’ultimo mese rispecchiano un trend in tendenziale aumento rispetto al passato, probabilmente associato ad un aumento delle denunce, scaturito da una maggiore presa di coscienza e di fiducia nella rete antiviolenza da parte delle vittime.
In particolare, nel periodo compreso tra il 23 ottobre e il 25 novembre, i reparti dipendenti hanno deferito all’autorità giudiziaria oltre 170 persone. Si tratta di procedimenti che, in alcuni casi, hanno condotto all’emissione di misure cautelari personali disposte dal Giudice per le indagini preliminari, a seguito delle richieste formulate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, in base alle denunce e alle approfondite risultanze delle indagini condotte dai Carabinieri.
Per quanto riguarda il nostro territorio, riportiamo i casi più significativi trattati nelle ultime settimane dalla Compagnia carabinieri di Clusone.
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A Casazza, il 22 ottobre, i carabinieri della stazione, hanno deferito in stato di libertà un uomo per violenze fisiche e psicologiche reiterate nei confronti della figlia convivente. Le indagini sono scaturite dalla denuncia della giovane, che segnalava condotte violente legate alla sua volontà di intraprendere una convivenza con il fidanzato.
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Ad Albino, il 24 ottobre, i carabinieri della stazione hanno denunciato un soggetto per reiterate violenze fisiche e psicologiche verso un familiare convivente, protratte per almeno un anno e in alcuni casi con l’uso di un coltello. Le indagini sono nate dalla denuncia querela della vittima. L’indagato si è allontanato volontariamente e temporaneamente presso una struttura ricettiva. L’autorità giudiziaria ha disposto l’allontanamento urgente dalla casa familiare, divieto di comunicazione e avvicinamento e applicazione del braccialetto elettronico.
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A Lovere, il 30 ottobre, i carabinieri hanno denunciato un uomo per violenze psicologiche nei confronti dell’ex compagna, culminate in una minaccia con oggetto contundente, sequestrato. La vittima e la figlia sono state accompagnate in struttura protetta.
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Ad Albino, il 12 novembre nel tardo pomeriggio, i carabinieri della stazione hanno deferito in stato di libertà un uomo per violenze fisiche e psicologiche protratte nel tempo nei confronti della madre e della figlia minorenne. Le indagini sono scaturite dalle dichiarazioni della giovane presso un istituto scolastico, che segnalava le condotte violente, con episodi che hanno richiesto cure mediche in ospedale. La vittima minorenne è stata collocata in struttura protetta, informata circa il ruolo dei centri antiviolenza.


















