Da Cerete a piazza Orologio: il presepe di Giordano Camozzi approda nel cuore di Clusone, portando con sé la memoria dei mestieri tradizionali della Valle Seriana. Un’opera d’artigianato che ha conquistato l’amministrazione comunale e che quest’anno trova spazio nella Sala Portec, luogo aperto a mostre ed eventi culturali.
«Non avrei mai pensato di arrivare fino a Clusone, sinceramente non mi sembra una cosa così grande», racconta con umiltà Camozzi. Eppure, il passaparola ha fatto il resto. «Visto che è piaciuto a qualcuno, me l’hanno chiesto e ho detto di sì. Dietro c’è abbastanza lavoro, spero proprio che piaccia».
Il presepe nasce dai ricordi d’infanzia dell’autore, quando nei paesi della valle ogni mestiere aveva la sua bottega. Segherie, mulini, filatoi: Camozzi ha ricostruito l’identità produttiva di Cerete e della zona circostante.
«Ho voluto rappresentare tutti i mestieri tradizionali, soprattutto quelli del mio paese», spiega. Nel presepe trovano spazio un mulino, una segheria e persino una filiera completa dell’abbigliamento, dal filato al capo finito, in omaggio al filatoio che un tempo caratterizzava Cerete. Non mancano i contadini, il fabbro, il falegname e il fornaio: figure che popolavano tanti paesi della Bergamasca.
Quello che colpisce è il movimento: ogni scena è animata da meccanismi studiati nei minimi dettagli. «Prima devo studiarli, poi metterli in pratica e fare la messa a punto. Ci vuole tempo, tanta passione e pazienza». Il lavoro non si ferma mai: dopo un mese di riposo post-natalizio, Camozzi ricomincia a progettare.
L’obiettivo va oltre l’esposizione pubblica: «Vorrei la diffusione del presepio in tutte le case, specialmente dove ci sono bambini». Un invito a riscoprire una tradizione che, grazie al suo esempio, continua a emozionare e far parlare.

















