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Dalle Orobie ai Grigioni: storie di transumanza a Parre

Una roccia incisa in Valle Calanca, in Svizzera, con i cognomi Cominelli e Cossali ha dato il via alla ricerca che verrà presentata a Parre, martedì 9 dicembre alle 20.30 nella Sala Iris della scuola primaria “Gesuina Imberti” di via Roma. Giuseppe Imberti, veterinario in pensione e appassionato ricercatore di storia locale, racconterà le migrazioni stagionali delle greggi bergamasche verso i Grigioni, dal Seicento al Novecento, documentando un fenomeno economico e sociale che ha segnato per secoli la vita delle comunità montane. «Mio padre, che faceva il pastore stagionale negli anni Cinquanta, scoprì per caso quella roccia e vide incisi i nomi Cominelli e Cossali, tipici di Parre. Si chiese come mai quei cognomi fossero lì», racconta Imberti

L’incontro del 9 dicembre (ingresso libero) fa parte della rassegna “Sorsi Culturali”, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l’associazione “Il Testimone”. Come spiega Giuseppe Imberti, già dalla seconda metà del Cinquecento i pastori orobici occupavano i pascoli della Valsesia. Il “Sentér di Castrù” era la via percorsa dai pastori provenienti dalla Val Seriana e diretti verso i Grigioni: collegava Parre con la Priula e garantiva l’accesso ai mercati di Clusone e Bergamo. Da Chiavenna, attraverso la Val Bregaglia, si aprivano le direttrici del passo del Maloja verso l’Engadina, del Settimo verso il Surses e della Duana verso la Bergalga e la Val d’Avers. A nord di Chiavenna, in Valle Spluga, si accedeva ai pascoli della Val di Lei, mentre i passi di Balniscio e di Spluga permettevano di raggiungere i pascoli di Mesolcina, Calanca e dell’Alto Reno con le alpi di Curciusa e Zapport.

Giuseppe Imberti (a sinistra nella foto)

«Durante la serata presenterò anche documenti d’epoca – aggiunge Imberti -. Uno in particolare, datato 1801, lo ritengo estremamente importante: contiene i nomi e cognomi dei pastori che partivano dalla Valle Seriana per alpeggiare in Svizzera. Si tratta di una richiesta formale per eliminare il dazio sull’ingresso delle pecore». Nel documento compaiono cognomi come Palamini, Guerinoni, Seghezzi, Franchina e Meloncelli, che rimandano a diversi paesi della valle e testimoniano l’ampiezza del fenomeno.

Le transumanze sono proseguite con intensità variabile nell’Ottocento e nel Novecento. L’ultima di cui si ha notizia risale alla Seconda Guerra Mondiale: partiva da Parre, attraversava il passo di San Marco e raggiungeva la Val di Lei.

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