Si è conclusa questa mattina, mercoledì 3 dicembre, la lunga e intensa vita di monsignor Luigi Bonazzi, arcivescovo e Nunzio Apostolico emerito, figura di riferimento della diplomazia vaticana e figlio illustre di Gandino, dove era nato nel 1948. Aveva 77 anni. Le condizioni di salute, compromesse da una grave patologia respiratoria, si erano aggravate rapidamente negli ultimi giorni, rendendo inutili gli sforzi del personale sanitario.
Sacerdote dal 1973, formatosi nella diocesi di Bergamo e poi nella Pontificia Accademia Ecclesiastica, Bonazzi ha legato il suo nome a una delle carriere più estese nella diplomazia della Santa Sede. Haiti, Cuba, i Paesi baltici, Canada e infine Albania sono stati i fronti principali del suo ministero, condotto sempre con discrezione, fermezza e un tratto umano riconosciuto da quanti lo hanno incontrato. Uomo di ascolto e di equilibrio, era noto per la capacità di coltivare relazioni anche in contesti complessi, offrendo alla Chiesa e alle comunità locali una presenza di dialogo.
Il 21 gennaio 2025 Papa Francesco aveva accolto la sua rinuncia all’incarico di Nunzio apostolico in Albania per raggiunti limiti d’età.
Lo scorso luglio, durante la festa dei Santi Martiri Patroni a Gandino, aveva richiamato con forza il valore irrinunciabile della pace, tema che sentiva come vera urgenza personale e pastorale. In quell’occasione il Comune gli aveva consegnato un pubblico riconoscimento.
La notizia della morte ha immediatamente suscitato il cordoglio delle parrocchie dell’Unità Pastorale di Gandino. Il prevosto don Ferruccio Garghentini, insieme ai vicari don Giovanni Mongodi e don Manuel Valentini, ha espresso a nome delle comunità la riconoscenza per la testimonianza di un sacerdote che, pur avendo vissuto gran parte della sua missione nel mondo, non ha mai smarrito il legame con le proprie radici.
Una radice che affondava anche nella Confraternita della Beata Vergine del Carmine, realtà a cui Bonazzi era particolarmente vicino per storia familiare: il padre, Francesco, ne fu priore per molti anni; il fratello Basilio è tuttora impegnato nella stessa confraternita. Negli ultimi mesi aveva inoltre presieduto le celebrazioni per Sant’Alessandro a Comenduno, paese natale della madre, altra tappa importante della geografia affettiva dell’arcivescovo.
La sede della camera ardente e la data delle esequie saranno comunicate a breve.


















