La piccola Premolo lancia una sfida ambiziosa contro lo spopolamento, trasformando le proprie risorse in un volano per la crescita demografica e commerciale. Sulla scia di un trend positivo, che ha visto negli ultimi due anni l’arrivo di numerose giovani famiglie, l’amministrazione comunale guidata da Omar Seghezzi, ha deciso di strutturare un piano di incentivi economici per rendere il territorio ancora più attrattivo.
Il cuore della strategia riguarda il bando per la residenzialità, che mette a disposizione dei nuovi nuclei familiari fino a un massimo di ottomila euro complessivi. “La misura è strutturata come un finanziamento biennale che prevede l’erogazione di quattromila euro annui per ogni famiglia che scelga di acquistare casa o stabilirsi in affitto nel borgo -spiega il primo cittadino-. Il calcolo del contributo parte da una base di tremila euro per i primi due componenti, a cui si sommano cinquecento euro per ogni figlio o ulteriore membro del nucleo. Per garantire la serietà dell’investimento pubblico, l’accesso al fondo è legato a garanzie precise: i beneficiari devono infatti impegnarsi a mantenere la residenza per almeno cinque anni e dimostrare una stabilità economica attraverso un contratto di lavoro attivo da almeno un triennio con un reddito lordo familiare non inferiore ai venticinquemila euro”.
Un aspetto fondamentale di questa iniziativa è il legame profondo con i servizi scolastici locali. L’erogazione del bonus è infatti subordinata all’iscrizione dei figli presso la scuola dell’infanzia o la primaria di Premolo, oppure presso la scuola secondaria di primo grado di Ponte Nossa.
Parallelamente al sostegno abitativo, l’amministrazione punta al rilancio dei servizi di prossimità, con un bando specifico dedicato all’apertura di un bar e di un negozio di alimentari. “Dopo il periodo di transizione garantito dall’impegno encomiabile dei volontari della Fondazione Casa dei Premolesi, cerchiamo ora imprenditori privati pronti a garantire un servizio professionale e continuativo. Per sostenere l’avvio di queste attività, è previsto un incentivo a fondo perduto di diecimila euro all’anno per i primi tre anni, a fronte dell’impegno a mantenere l’attività aperta per almeno un quinquennio”.


















