Nel carcere di Bergamo si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di due poliziotti penitenziari, vittime di una violenza inaudita da parte di un detenuto che oltre a colpire un agente con pugni, ha sferrato un morso al braccio di un Vice Ispettore. Sono ancora frammentarie le notizie in merito alla dinamica dei fatti in questione, ma sono due le unità di Polizia Penitenziaria, in ordine di tempo, colpite da una furia cieca di un detenuto, per ragioni ancora in corso di accertamento.
I comportamenti violenti ai danni del personale di Polizia Penitenziaria in forza al carcere di Bergamo ormai quasi non destano più stupore; persino il reparto detentivo femminile è stato teatro di una grave aggressione perpetrata da una detenuta ai danni di un’agente, che ha riportato una prognosi di 30 giorni. E sabato scorso, infine, altri 5 agenti sono stati aggrediti.
“Donne e uomini della Polizia Penitenziaria di Bergamo, con profondo senso del dovere e spirito di servizio, continuano ad operare per tentare di garantire il rispetto della legalità in un territorio che assume sempre più le forme di una trincea, di un territorio di frontiera – accusa Toni Sole, della segreteria provinciale di FNS CISL. La nostra denuncia non è volta ad offrire uno sterile spunto alla cronaca locale, bensì finalizzato a dar nuovamente risalto al fenomeno della recrudescenza dei fatti di violenza (sia fisica che verbale) che si concretizzano quotidianamente all’interno della Casa Circondariale di Bergamo. Seri interrogativi si pongono sugli strumenti operativi e umani posti in essere da parte dell’Amministrazione per fronteggiare simili fenomeni di violenza. Urge una seria presa di coscienza da parte delle Autorità competenti, che si auspica si facciano carico responsabilmente di una situazione estremamente emergenziale in cui versa l’Istituto di Bergamo, affinché si ripristinino delle condizioni di lavoro per il personale di Polizia Penitenziaria dignitose. FNS CISL di Bergamo da sempre si spende per dar voce al personale di Polizia Penitenziaria, sempre al loro fianco a salvaguardia dei diritti lavoratori. Esprimiamo la nostra vicinanza agli agenti rimasti feriti nelle aggressioni e a tutto il personale che vive momenti di tensione e difficoltà operative senza precedenti”.
La situazione del carcere di via Gleno a Bergamo è da tempo all’attenzione degli addetti ai lavori: secondo l’ultima rilevazione di sovraffollamentocarcerario.it (svolta il 25 dicembre 2025) , ci sono 589 detenuti per una capienza massima di 319 posti (185% di affollamento) , c’è un agente di polizia penitenziaria ogni tre detenuti (rapporto di 0,38 quando dovrebbe essere di 1,41) e c’è una forte carenza di personale amministrativo e educativo.
“Da tempo chiediamo interventi – conclude Sole – per evitare che queste situazioni continuino a ripetersi. È necessario un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di Polizia penitenziaria possano lavorare in un ambiente più sicuro, a beneficio delle persone detenute, che vivono ammassate l’una sull’altra, e degli operatori che, già sotto organico, denunciano un pesante e crescente stress lavorativo”


















