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Ciclopedonale della Valle Seriana: via libera alla gestione associata in Comunità Montana

L’assemblea della Comunità Montana della Valle Seriana ha approvato la convenzione quadro per la gestione associata della Pista ciclopedonale della Valle Seriana, un’infrastruttura di oltre 70 chilometri che rappresenta una delle più importanti intuizioni di
politica territoriale degli ultimi decenni. La pista ciclopedonale non è soltanto una rete di collegamento tra i comuni della valle, né
esclusivamente un luogo straordinario per lo svago e il tempo libero dei cittadini o un’importante attrazione turistica – ancora troppo poco conosciuta. Essa è soprattutto uno strumento per restituire centralità all’elemento morfologico che caratterizza la valle: il Fiume
Serio, vero protagonista del territorio.

Oggi gli amministratori sono chiamati ad affrontare sfide decisive: costruire una visione unitaria dell’infrastruttura, completare i tratti mancanti, migliorare la gestione della manutenzione e della conservazione con un approccio più manageriale e strutturato, e
valorizzare in modo efficace il patrimonio paesaggistico e ambientale che la pista rappresenta.

“Il principio alla base della convenzione è chiaro: riconoscersi comunità e considerare questa infrastruttura un bene che supera ogni confine comunale -spiega in una nota la comunità montana-. La convenzione, che dovrà ora essere approvata dai singoli Consigli comunali, persegue quattro obiettivi fondamentali: riconoscimento dell’interesse sovralocale della pista, quale infrastruttura di tutti e da gestire in forma solidale, gestione unitaria e maggiormente strutturata, attraverso una convenzione che impegn i Comuni in una gestione associata con la Comunità Montana nel ruolo di soggetto aggregatore. Questa scelta valorizza la duplice natura dell’ente: organismo con funzioni proprie finanziate da Regione Lombardia e soggetto in grado di attivare funzioni associate finanziate dagli enti aderenti, parità di trattamento tra i Comuni, superando le attuali differenze negli assetti di gestione e finanziamento delle attività, classificazione della rete ciclabile e pianificazione degli sviluppi futuri, per dare
prospettiva e continuità all’infrastruttura”.

La definizione della convenzione ha richiesto un lavoro complesso di confronto e condivisione, anche per superare retaggi organizzativi legati al precedente assetto delle Comunità Montane, superato dalla riforma del 2008. Attualmente, fatta eccezione per un breve tratto nella zona mediana della valle, le piste sono tutte in concessione o in proprietà (o in procinto di diventarlo) dei Comuni, con conseguenti responsabilità in materia di custodia, sicurezza e manutenzione. La convenzione nasce proprio dall’esigenza di regolamentare in modo chiaro compiti, oneri e responsabilità. Non esiste un obbligo giuridico di adesione, ma un impegno morale nei confronti della comunità. La Comunità Montana è luogo di dialogo e di confronto tra i sindaci per affrontare
insieme temi socio-economici e infrastrutturali che riguardano l’intero territorio. Un luogo dove l’interesse collettivo deve prevalere su quello del singolo e dove la difficoltà di un Comune diventa una questione condivisa. Si appartiene alla comunità, quindi, sia per
condividere i propri bisogni, che per condividere quelli degli altri.

“La pista ciclopedonale è molto più di un’infrastruttura: è un simbolo della nostra identità territoriale e della capacità di fare sistema. Con questa convenzione compiamo un passo concreto verso una gestione più moderna, equa e lungimirante, mettendo al centro il
principio di comunità”.

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