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Emergenza lupo, Schiavi: “I numeri attuali non bastano, Regione intervenga per il contenimento”

foto Fausto Bariselli

Una gestione del territorio basata sulla realtà dei fatti e non su vecchie statistiche: la Lombardia si prepara a ridefinire le strategie di contenimento del lupo per proteggere allevatori e cittadini. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Schiavi ha depositato un’interrogazione a risposta immediata che verrà discussa in aula il 3 marzo, per fare chiarezza sulle prossime mosse della Regione alla luce del nuovo quadro normativo europeo e nazionale.

“Il declassamento del lupo a livello europeo e il recepimento nella legislazione italiana segnano un cambio di paradigma storico, ma questo traguardo rischia di essere vanificato da soglie di prelievo del tutto insufficienti”, dichiara Schiavi. “L’attuale bozza del Piano di Conservazione proposta da ISPRA ipotizza per la Lombardia il contenimento di solo 2 esemplari all’anno. Si tratta di una quota ampiamente sottostimata, basata su censimenti del periodo 2020-2022, quando la presenza del predatore era decisamente inferiore rispetto all’attuale diffusione nelle nostre aree rurali e montane”.

L’iniziativa del consigliere Schiavi punta a stimolare un’azione coordinata tra la Giunta regionale e il Governo centrale per aggiornare i criteri di calcolo. “L’eccessiva presenza del predatore è diventata insostenibile per il comparto agricolo e per la sicurezza delle popolazioni locali”, prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia. “Sebbene la bozza rappresenti finalmente l’apertura verso una gestione attiva del contenimento, non possiamo permettere che i numeri siano decisi su basi scientifiche superate. Chiediamo che Regione Lombardia si faccia portavoce, come sempre ha fatto l’Assessore Beduschi in questi anni, in sede di Conferenza Stato-Regioni per una revisione immediata dei criteri, così da ottenere soglie di prelievo proporzionate ai reali censimenti odierni”.

L’interrogazione chiede alla Giunta chiarezza su due punti cruciali: la strategia operativa che la Regione intende adottare una volta approvata definitivamente la legge delega e le azioni concrete per incrementare il numero di esemplari contenibili. “Le popolazioni locali e le associazioni di categoria attendono risposte certe”, conclude Schiavi. “Proteggere la biodiversità significa anche salvaguardare il lavoro eroico dei nostri allevatori e l’equilibrio dei nostri ecosistemi antropizzati. La Lombardia sarà pronta a gestire questa nuova fase, ma chiediamo a Ispra di prendere scelte basate su dati reali e aggiornati”.

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