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Alla “Tadini” di Lovere martedì 5 maggio incontro con Stefano Del Prato

Il diabetologo di fama mondiale Stefano Del Prato martedì 5 maggio sarà a Lovere, ospite dell’Accademia Tadini. Legato all’Università di Pisa, dove è stato professore ordinario di Endocrinologia, e già presidente dell’EASD (European Association for the Study of Diabetes), il ricercatore incontrerà la cittadinanza dell’alto Sebino e gli studenti delle scuole superiori di Lovere per parlare della sua attività di medico e in particolare dello sforzo personale compiuto per trovare una sintesi tra l’approccio medico scientifico e i modelli di cura suggeriti dalla tradizione umanistica appresa ai tempi della frequentazione del locale Liceo classico Decio Celeri.

L’attività scientifica di Del Prato si concentra oggi soprattutto sul diabete mellito di tipo 2 (una malattia che solo in Italia colpisce circa 4 milioni di persone), in particolare sulla fisiopatologia, l’insulino-resistenza e lo sviluppo di terapie innovative. A 74 anni è considerato a livello internazionale un punto di riferimento nel trattamento e nella prevenzione di questa malattia e ha partecipato alla definizione di linee guida globali per la cura del diabete.

“L’incontro con Stefano Del Prato è stato fortemente voluto dal presidente Graziano Martinelli, che aveva condiviso con lui una parte del percorso di formazione – sottolinea Marco Albertario, direttore dell’Accademia Tadini -. Dal lavoro di Del Prato emerge il rigore della cultura scientifica: ricerca sperimentale, validazione clinica, partecipazione a linee guida internazionali. Tuttavia, la diabetologia è anche una disciplina fortemente ‘umana’, perché richiede attenzione alla qualità della vita del paziente, alla prevenzione e all’educazione sanitaria. Questo introduce implicitamente una dimensione tipica della cultura classica: comprensione della persona, capacità comunicativa, responsabilità etica. Il medico non si limita a interpretare dati biologici, ma deve anche interpretare bisogni, comportamenti e contesti sociali. In Tadini, espressione della filantropia e del gusto per il bello del conte Luigi Tadini, cercheremo con Stefano Del Prato di capire come queste direttrici abbiano influito sulla sua attività e quali siano le prospettive di sviluppo della medicina moderna, tra approcci definiti olisitici e le necessità imposte dall’iper-specializzazione medicale”.

A tutto questo si aggiungono le sfide, etiche e scientifiche, poste dalle nuove tecnologie. Stefano Del Prato si confronterà con il pubblico martedì 5 maggio alle 20,45 nella Sala degli Affreschi dell’Accademia Tadini (con ingresso da piazza Garibaldi, 5): la partecipazione è libera e gratuita.

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